La solitudine delle stelle lontane

La solitudine delle stelle lontane
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Tutte le mattine da un anno Seren percorre lo stesso itinerario di corsa. Glielo ha prescritto il dottor Mad come terapia alla sua infelicità cronica, anche se tutti credono che un po’ sia matta e somigli alla madre morta suicida. Da Ponte Est a Ponte Ovest attraversa il ventre dell’astronave “Ventura”, l’unica casa che lei sua madre e sua nonna hanno mai conosciuto da ottantaquattro anni a questa parte. Ha appena diciassette anni eppure Seren è, volente o nolente, parte integrante di questa missione spaziale, in viaggio nell’universo insieme a qualche migliaio di esseri umani verso il lontano sistema solare Epsilon Eridani. È lì che terminerà il volo della “Ventura”, tra duecentosessantadue anni esatti, quando di lei, di sua sorella Pandora, di suo padre e di ogni essere umano che abbia conosciuto non rimarrà che un lontano ricordo, o magari neppure quello. Forse è questo peregrinare nel nulla senza uno scopo a renderla irrimediabilmente infelice, o piuttosto è il fatto che ha terminato la scuola e dovrà sposarsi, che il suo compagno Ezra l’ha scelto un software e che persino i suoi futuri figli verranno decisi a tavolino. Non c’è spazio per il romanticismo né per l’amore sulla “Ventura”, ma andatelo a dire al cuore di Seren appena incontra il suo Domingo Suarez…

Aveva ragione Pascal quando scriveva che “Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce”, meno che mai può conoscerle la ragione di un’adolescente vissuta sotto una campana di vetro, persa nel nulla cosmico su una incubatrice volante che viaggia da decenni. Le regole a bordo dell’astronave sono ferree, ma quando “Giulietta” incontra il suo “Romeo” il sentimento prende il sopravvento e tutto potrebbe succedere, persino ciò che fino ad ora sembrava impossibile. Una storia su come l’amore trasformi le persone e renda temerari anche i cuori pavidi. Il soffio del vento sul viso, le foglie spennellate di rosso in autunno, la carezza del sole sulla pelle umida, cose normali ma impossibili per chi vive su “Ventura”, così come scegliere chi amare e quando mettere al mondo un figlio. “(…) Tu non sei stato fatto per essere mio, eppure su ogni cellula del tuo essere è scritto un messaggio solo per me. Immagino che questo dimostri solo quello che ho sempre saputo: che ci sono cose che non si possono creare in un laboratorio”. A 10,5 anni luce da noi splende la stella Epsilon Eridani, e attorno a essa si trova il sistema solare più vicino al nostro, simile al Sole. Vicina eppure lontana intere generazioni, la meta scelta per il suo esordio letterario da Kate Ling non toglie note di romanticismo alla storia d’amore, semmai la vena di una tragicità classica, donando alla fantascienza classica una sfumatura romance non proprio abituale.



 

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