La somma di due

La somma di due

Angelica e Carlotta, due sorelle molto unite, alla separazione dei loro genitori sentono che per bilanciare gli equilibri devono scegliere fra il padre e la madre. Angelica perciò rimane a Roma con Alex, il fratellino di due anni, e il compagno Cesare a casa della madre, mentre Carlotta si trasferisce a Parigi con il padre, la sua nuova compagna Valerie e i due figli di lei, Didier e Pauline. Per superare questo momento difficile che le butta in uno sconforto che provano ad affrontare a modo loro, ognuna con il proprio stile, le due sorelle iniziano a scriversi. Cominciano a raccontare di questi adulti narcisisti e immaturi e delle scelte subite che le porteranno a prendere decisioni per provare a salvarsi. Angelica ha tredici anni, è esuberante e nelle lettere che scrive alla sorella fa emergere tutto il suo sarcasmo e l’ironia amara con cui affronta la separazione da lei mentre Carlotta, di qualche anno più grande, più riflessiva, pratica meditazione ed ha difficoltà a esprimere le sue emozioni. Le lettere diventano il legame con le quali le ragazzine provano a tenere insieme le loro vite. Si raccontano delle nuove famiglie, di Valerie che non riesce a sopportare la presenza in casa di Carlotta e vivendola come un ostacolo alla sua storia d’amore la spinge a ritornare a Roma, della madre che invece costringe Angelica ad andare da una psicoanalista che non la capisce e che le impone oltretutto anche un trasferimento a casa di Cesare per problemi economici…

Uscito negli anni ’90 per la prima volta con il titolo di Sorelline e poi rielaborato per il teatro, torna in libreria con il titolo utilizzato dalla versione teatrale. Il romanzo breve scritto da Lidia Ravera insieme con un racconto intitolato Sorelle è il risultato di notti insonni quando, provata dal grande dolore per la perdita della sorella maggiore morta pochi mesi prima, ha tentato di elaborare il lutto scrivendo nel racconto della sua relazione con la sorella e nel romanzo di due sorelline separate dalle scelte poco equilibrate di genitori immaturi, trovando nella scrittura la determinazione ad andare avanti e a non mollare. Là dove la famiglia si sgretola l’essere sorelle può essere il cemento per non perdersi, la sola difesa nei confronti dei grandi che dimostrano di esserlo solo sulla carta.



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