La sovrana lettrice

La sovrana lettrice
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È il caso a permettere alla regina d’Inghilterra di avvicinarsi ai libri, fino a quel momento a lei del tutto indifferenti. Una nuova curiosità e l’amore per questo passatempo un po’ demodé, stimolato senz’altro anche dal rapporto che si crea tra la sovrana e il suo “factotum” dai capelli rossi Norman, la catapultano subito nel mondo della letteratura e delle biblioteche, tanto da spingerla a parlare con tutti di libri e di scrittori, chiedendo qua e là cosa ne pensino di un certo narratore o quale libro stiano leggendo in quel momento. I suoi sudditi e il suo entourage cominciano però a preoccuparsi: a causa di questa nuova e travolgente passione, la regina comincia a trascurare doveri in passato considerati imprescindibili e il suo sguardo sul mondo inizia a prendere nuove forme, lasciando sbigottiti tutti quelli che la conoscono da tempo. Per tutti coloro che lavorano con o per la regina, infatti, questo suo nuovo passatempo, questo suo leggere costante, è sinonimo di passività. Non si accorgono di come stia cambiando profondamente la sovrana, ormai sempre più consapevole del proprio potere e delle proprie azioni...
La sovrana lettrice (titolo italiano un po' “creativo” per l’originale The Uncommon Reader) è un romanzo divertente e acuto del britannico Alan Bennett, pluripremiato drammaturgo contemporaneo, considerato uno dei maestri mondiali della commedia. La trama è molto semplice e rappresenta l’ipotetico percorso che può condurre qualsiasi lettore ai suoi primi passi. Una banalità, quindi, penserete voi: e invece no, perché - come si può notare fin dalle prime pagine - è indiscutibilmente affascinante e comica l’idea di una regina che compie con difficoltà i suoi doveri di sempre perché presa dall’irrefrenabile voglia di leggere. Il romanzo è breve ma non si esaurisce affatto nella propria brillantezza. La regina si rende ben presto conto di aver vissuto molto, di aver visto praticamente tutto, di aver osservato il mondo e tutte le sue sfumature forse, fino a quel momento, con gli occhi sbagliati, o quantomeno sempre con i soliti, i propri, senza mai metterli in discussione. Alan Bennett, oltre a ironizzare su alcune dinamiche “regali”, ci porta a riflettere su quali siano adesso, e quali possano essere in futuro – o in un mondo ipotetico che mai esisterà – il valore e la forza della lettura; ma non solo, ci vuole anche suggerire a cosa può portare la passione (o sarebbe meglio dire mania?) per i libri portata all’eccesso. Non tutti i lettori sono uguali, non tutte le letture hanno le stesse conseguenze su persone diverse e, ve ne accorgerete leggendo questo spassosissimo romanzo di Alan Bennett, non tutti i passatempi sono privi di conseguenze.

 

 

 

 
 
 
 
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