La spia dei Borgia

La spia dei Borgia

Roma, 1497. Rodrigo Borgia è diventato Papa da cinque anni con il nome di Alessandro VI. Ha un piano per porre il suo controllo su tutta la penisola italiana: dopo la morte del suo primogenito Pedro Luis, ha trasferito tutti i suoi poteri nelle mani di Giovanni, corrotto e bramoso di potere; per Cesare, invece, ha scelto la carriera ecclesiastica. I due fratelli rappresenteranno le massime cariche universali, dando lustro e potere alla famiglia Borgia. Ha dato inoltre in sposa sua figlia Lucrezia a uno Sforza, Giovanni di Pesaro, per cementare l’alleanza con col Ducato di Milano; poi c’è Goffredo, l’ultimo della casata che scalpita per dimostrare il suo valore e ha una moglie adultera, Sancia, che va a letto sia con Giovanni che con Cesare. Ma questo sottile equilibrio viene sconvolto quando Giovanni viene ucciso da nove coltellate e gettato nel Tevere. Alessandro è distrutto e vuole a tutti i costi scoprire chi ha ucciso suo figlio. Per questo motivo si affida alla Confraternita degli artisti, capeggiata dal Perugino, il cui vero leader è, però, Bernardino di Betto Betti, conosciuto da tutti come il Pinturicchio. Gli artisti dovranno raccogliere informazioni attraverso il loro lavoro prestato presso i signori di Roma e magari scoprire se Giovanni è stato vittima di una congiura. Ma in quella notte in cui il giovane ha perso la vita, qualcuno ha visto ciò che è accaduto. E ora, tutti lo cercano…

Intrighi, congiure, inganni. La spia dei Borgia di Andrea Frediani è un romanzo di spionaggio ante litteram ambientato nella Roma governata da Alessandro VI, Papa spagnolo riconosciuto come uno dei pontefici più controversi della Storia, soprattutto per aver riconosciuto molti figli illegittimi, tra cui i celeberrimi Cesare e Lucrezia. Quello costruito da Frediani è un romanzo fitto, che ricostruisce perfettamente la Roma di fine Quattrocento e mescola sapientemente la verità storica e la finzione narrativa. Altro protagonista è il Pinturicchio, uno degli artisti più importanti del periodo, il quale si ritrova in una vicenda troppo grande per lui, incastrato dal dolore paterno di Alessandro, dalle macchinazioni di Cesare Borgia e, soprattutto, dalla disperata voglia di scoprire la verità e di preservare la sua vita. Con La spia dei Borgia Frediani apre una finestra su un evento che non ha mai trovato soluzione, perché la morte di Giovanni è un crimine irrisolto, anche se gli storici optano per la tesi secondo la quale l’illustre omicidio venne commissionato dagli Orsini, una delle famiglie ostili ai Borgia, o addirittura dal fratello Cesare. La soluzione narrativa adottata da Frediani, però, è spiazzante e solo nelle ultime pagine il lettore giungerà allo scioglimento del nodo narrativo, abbattendo un po’ quella damnatio memoriae, quell’aura oscura creata attorno alla famiglia dei Borgia.



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