La sposa silenziosa

La sposa silenziosa
Tra le rassicuranti braccia della routine e dell’abitudine, Jodi e Todd conducono una vita tranquilla. Jodi, psicanalista, sa tessere una fitta rete di rassicurante serenità con cui tiene legato a sé il compagno. Todd, imprenditore edile, da parte sua non conosce il significato della fedeltà e intrattiene rapporti occasionali con diverse donne. Questo equilibrio perfetto, nel quale la tolleranza scaturisce dalla salvaguardia delle apparenze, è interrotto da Natasha. La giovane amante dell'uomo, approfittando della sua gravidanza, lo induce ad abbandonare la compagna della sua vita e a privarla della sicurezza economica. La serafica donna non è però disposta a farsi portare via ogni cosa e rivela un lato oscuro degno di una vedova nera…
L'architettura narrativa riflette la personalità della protagonista femminile: regolare, asettica e controllata. Questa specularità non trova però ragion d'essere nella figura della psicanalista (creata da Harrison bidimensionale e di emotività superficiale) poiché il narratore è esterno e a focalizzazione zero (onnisciente). Il ritmo lento e cadenzato trasmette un'atmosfera onirica sterile, priva di una vera forza evocativa. I personaggi che entrano nelle vicende sono fortemente influenzati da schemi stereotipati: Todd é il traditore indeciso in piena crisi di mezz'età, Natasha la capricciosa amante... Non mancano tuttavia dei punti d'interesse per il lettore che invoglino al proseguimento della lettura. Originale e degna di nota la scelta narrativa con cui l'autrice affronta un tema cult come quello del tradimento: il narratore accompagna alternativamente Jodi e Todd, donando coralità alla narrazione degli avvenimenti. 

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