La stagione degli scapoli

La stagione degli scapoli
Nel corso della riunione esclusiva del suo club altrettanto esclusivo, l’Eghoist (un nome, un programma), Cyril Billingwest - critico letterario di chiara fama - sta glorificando le gioie del matrimonio, visto che è in procinto di convolare a giuste nozze con la donna della sua vita. Mentre è nel pieno del suo sermone, però, gli arriva una telefonata. L’angelo del focolare è scappato. Portandosi via con sé, per giunta, tutti i regali che erano già stati consegnati alla coppia a poche ore dal fatidico “sì”. Mantenendosi più calmo di quanto si potrebbe supporre, continua il suo ampolloso discorso, ma cambiandone decisamente il tono. Gli astanti, prima sconvolti, sono poi conquistati dalla sua loquela: Cyril capisce quindi che è giunto il momento di iniziare una crociata per il celibato, sentendosi investito di una ben precisa missione: salvare gli scapoli dal matrimonio e dell’astuzia crudele delle donne…
C’è chi è sposato e felice. E chi invece non vede l’ora di sfuggire, con qualsivoglia mezzo, talvolta anche – ahimé - tragicamente illecito, alla trappola nella quale ritiene di essere incappato per dabbenaggine, come un tordo nella rete di un perfido e criminale bracconiere. C’è chi non si vuole sposare perché pensa sia solo una specie di contratto, o perché vuole sentirsi libero. E chi invece vorrebbe, ma magari non può, perché il cuore della persona che ama è già impegnato, o perché il suo amore non è considerato dalla legislazione del Paese nel quale vive alla stregua di tutti gli altri: Vincenzo Monfrecola, giornalista napoletano non nuovo alle incursioni nella narrativa, scrive una satira gustosissima e raffinata. Di lettura estremamente semplice, ambientata in un’epoca ormai remota e nel cuore della Londra dei dandy, affronta con garbo e ironia un tema universale come il rapporto con l’altra metà del cielo.

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