La stanza degli specchi

La stanza degli specchi
Alle prime luci dell'alba del 18 settembre 1970, nel letto di una camera d'albergo di Londra, muore soffocato dal suo vomito dopo aver ingerito una letale mistura di alcol, droghe e pastiglie di sonnifero James Marshall Hendrix, 27 anni, probabilmente il musicista che più di ogni altro ha contribuito a definire e rivoluzionare il modo di suonare la chitarra elettrica. Un retaggio che - assieme alla furia tribale dei suoi live-show e all'aura di leggenda che sempre inevitabilmente accompagna chi muore così prematuramente - lo ha reso un eroe immortale della storia del rock, ma che Hendrix ha raggiunto bruciando se stesso in soli 4 anni di notorietà. Quale percorso umano e sociale è stato necessario per giungere a quei fatidici 4 anni? Le radici di Jimi raccontano di indiani Cherokee e schiavi africani, di matrimoni per procura e di povertà. Suo padre Al, canadese, emigrò a Seattle nel 1940 in cerca di fortuna, trovandone ben poca. Ma in compenso trovò una splendida figliola corteggiata da schiere di ammiratori, Lucille, e iniziò a frequentarla malgrado i genitori di lei fossero poco entusiasti data la giovanissima età della ragazza. Quando i giapponesi attaccarono a Pearl Harbor, Al Hendrix capì che di lì a poco sarebbe stato chiamato alle armi, e timoroso di perdere Lucille per sempre, forzò i tempi mettendola incinta e sposandola in tutta fretta. Il piccolo Jimi, chiamato da tutti in famiglia Buster, nacque mentre il padre era militare (il che ingenerò anche qualche sospetto - pare infondato - nell'uomo). Un bel bambino, davvero: fa effetto pensare guardando la sua foto (in appendice al libro ce n'è una buona quantità) a quell'assolo lancinante, a quella Fender Stratocaster mancina in fiamme sul palco del Monterey Pop Festival nel 1967 che consegnò Jimi Hendrix alla storia. Eppure così poco tempo separa le due immagini, così poco tempo separa Buster e Jimi, così poco tempo separa la povertà e la gloria...
Il saggio di Charles Cross segue passo passo la metamorfosi del ragazzo di Seattle, dando conto di tutti gli aneddoti, gli incontri, le collaborazioni, gli amori, i dolori e le illuminazioni della breve ma fulminante carriera musicale di Jimi Hendrix. Una biografia completissima, documentata, rispettosa, attenta, quasi tenera a tratti. Inattesa (ma preziosa) l'attenzione data alla lunga e tormentata - a tratti crudele - storia tra Al e Lucille Hendrix, che scorre parallela alla vita di loro figlio: il libro si apre e si chiude proprio con la riscoperta della tomba di Lucille effettuata anche grazie alle ricerche di Cross. Come ha scritto una celebre rivista d'oltreoceano, se potete permettervi una sola biografia di Jimi Hendrix, compratevi questa.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER