La stanza segreta dello zar

La stanza segreta dello zar
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Campo di concentramento di Mauthasen, Austria, 10 aprile 1945. Il suo nome è Karol Borya ma tutti gli altri prigionieri lo chiamano Yxo, “orecchie”, perché è l’unico russo della baracca 8 a capire il tedesco. È una fredda notte quando Yxo viene convocato da un ufficiale dalle SS insieme ad altri tre compagni: hanno un lavoro da svolgere. Vengono condotti in una zona del campo in cui sono stati piantati quattro pali di legno. Subito dopo, quattro uomini nudi vengono condotti all’esterno e legati ai pali. Sono biondi, giovani. I loro muscoli non sono sfibrati come quelli dei prigionieri. Sono soldati. Soldati tedeschi. Borya non sa cosa sta succedendo ma lo scopre quando si avvicina un alto ufficiale nazista. Il più alto in grado dopo il Führer: il Reischsmarschall Hermann Göring, il quale ordina ai russi di versare dell’acqua ghiacciata sulle teste dei soldati. Li sta torturando per un motivo preciso: vuole sapere dove si trova la Camera d’Ambra. Considerata l’ottava meraviglia del mondo, la Camera si trovava nel Palazzo di Caterina, la residenza estiva dello zar, quando la Germania ha invaso l’Unione Sovietica. Un gruppo selezionato di soldati è riuscita a smontarla e collocarla in ventotto casse. Poi, dopo la guerra, delle sei tonnellate di ambra purissima si sono perse le tracce e nessuno ha più saputo dove si trovasse la preziosa camera. Atlanta, Georgia. 2003. Rachel Cutler conduce una vita abbastanza tranquilla. È un giudice stimato e rinomato, ama alla follia i suoi figli e ha mantenuto buoni rapporti con il suo ex marito Paul. Ma tutto cambia quando suo padre viene trovato morto, apparentemente dopo aver subito una brutta caduta. Ma l’uomo nascondeva un grande segreto. Karl Bates, che in realtà si chiamava Karol Borya, era un sopravvissuto agli orrori dell’Olocausto. Uno dei pochi a conoscere il luogo in cui si trova la Camera d’Ambra…

È il 2003 quando Steve Berry, scrittore noto soprattutto per la serie dedicata a Cotton Malone, ex agente operativo del dipartimento di Giustizia americano, pubblica The Amber Room, tradotto in Italia col titolo La stanza segreta dello zar. Un action thriller che segue uno schema ben collaudato e che ha decretato la fortuna a livello internazione dell’autore di Camden. Partendo da un evento storico, la trama si sviluppa nel presente, mescolando storia, avventura e atmosfere thrilling: una formula vincente che ha permesso a Berry, che ha svolto la professione di avvocato per venticinque anni, di vendere milioni di copie in tutto il mondo e di diventare uno degli autori più apprezzati nel panorama del genere “action”. Protagonista de La stanza segreta dello zar è Rachel Cutler, un giudice che, dopo la morte del padre in circostanze misteriose, si trova coinvolta in una vicenda che affonda le radici ai tempi della Seconda guerra mondiale: una ricerca che parte da lontano, quella della famosa Camera d’Ambra, una stanza fatta edificare nel diciottesimo secolo e considerata l’ottava meraviglia del mondo. Così Rachel, aiutata dal suo ex marito Paul, cerca di far luce sul passato di suo padre e su un tesoro raro e prezioso sulle tracce del quale ci sono degli spietati collezionisti disposti a tutto per raggiungere il proprio obiettivo. Nonostante alcuni stereotipi del genere e parti in cui la trama stenta a decollare ˗ elemento che denota una scrittura ancora acerba, che si è perfezionata col tempo ˗ la giusta dose di intrighi, inganni, avventura, verità e finzione storica non deluderanno gli appassionati del genere, mentre per gli amanti di Steve Berry sarà un piacere affrontare la lettura del suo romanzo d’esordio, scoprendone pregi e difetti.



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