La storia del silenzio

Nella Barcellona dei giorni nostri, una città troppo piccola per trovare ciò che si cerca ma perfetta invece per gli incontri casuali, una coppia come tante altre prende le sembianze di una barca alla deriva: lui sta vivendo un’impasse creativa con il romanzo in fase di scrittura, lei, Irene, è stata appena licenziata dalla casa editrice per cui lavorava. Liberi loro malgrado da impegni e scadenze, decidono di partire allontanandosi per un po’ da una quotidianità senza prospettive: un viaggio improvvisato, una veloce fuga dal terremoto che sta colpendo le loro esistenze. Non immaginando che nel corso di quella breve e improvvisata trasferta, in un’assolata e desertica pianura spagnola, farà loro visita un’idea particolare, esaltante, capace (così sperano) di dare nuova direzione e senso al presente: scrivere un libro sul silenzio, sapere e capire come e dove nasce, quali le sue molteplici nature, quali le condizioni ottimali. Di ritorno a Barcellona, però, tra ricerche, domande, studio, il progetto si espande come una bolla fino a contenere mille voci: quelle di Olga, Silvia, François, Amador, il gruppo di amici e la seconda famiglia che lo scrittore e la sua compagna invitano e visitano, in un continuo rimando di vicende ed esperienze. Tutti hanno da dire la loro, sul silenzio: e mentre l’uomo e la donna ascoltano, prendendo appunti, finiscono per vivere in prima persona quello strano oggetto di ricerca, allontanandosi sempre più l’una dall’altro tra bugie e tradimenti. Quale nuovo progetto sarà capace di farli riavvicinare?
Pedro Zarraluki è un autore già conosciuto e amato nel suo Paese, la Spagna, dove nel 2006 ha vinto il prestigioso Premio Nadal. A portarlo in Italia ci ha pensato Neri Pozza, pubblicandone i romanzi di cui La storia del silenzio è l’ultimo in ordine di apparizione. Dietro al “pretesto”del silenzio, attorno al quale si muovono i personaggi del romanzo (che siano gli autori del fantomatico libro, o i loro amici), Zarraluki raffigura in modo realistico e convincente un movimentato paesaggio umano. Al centro di questa storia, tanto delicata quanto forte, imprevedibile, ci sono le storie degli uomini e delle donne che gravitano attorno allo scrittore e alla sua compagna: con i piccoli errori quotidiani, i problemi inaspettati, le grandi fratture. Nella trama del racconto ci sono i loro sentimenti, le idee, i progetti: una ragnatela intessuta di rapporti, in cui l’amore e l’amicizia sono il collante e allo stesso tempo la difesa contro paura e solitudine. La storia del silenzio, però, che Zarraluki ha scritto con stile elegante, a tratti impeccabile, regala al lettore anche una collezione di citazioni, aneddoti e racconti che ne fanno un piccolo omaggio alla letteratura, al suo potere affabulatorio, oltre che una raccolta di interessanti curiosità su una “cosa” che riempie le giornate senza mai farsi vedere. Questo romanzo, così lineare e denso di avvenimenti, è anche discesa nei meandri dell’unità più complessa che ci sia, la coppia, e il racconto di un percorso di riflessione e maturazione. La storia del silenzio è un dono a quest’evento impalbabile eppure presentissimo nelle nostre vite (“Perché il silenzio è imbarazzante in una cena tra amici e non sulla vetta di una montagna?”): una lucida considerazione sul bagaglio di oscurità e inganni che, volente o nolente, esso porta sempre con sé.

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