La storia iniziatica del templare dell'anno 2012

La storia iniziatica del templare dell'anno 2012
Ruggero aspetta trepidante l'avvento del 1200, secolo in cui si dice che tante cose cambieranno. Un ragazzo normale, senza troppe pretese o ideali ma con una spiccata indole per la poesia, nato in una famiglia umile e cresciuto in un piccolo villaggio vicino alla Città dei Tre Fiumi, in una zona tranquilla dove la povera gente veste tutta allo stesso modo e abita case monotone. In un contesto paesano di miseria e povertà la famiglia di Ruggero può vantare un certo benessere grazie all'innata abilità del capofamiglia nel forgiare spade, che consentirà al giovane il lusso di coltivare la sua istruzione, orientata nel nobile campo dell'arte bellica. Il ragazzo intraprende così un cammino iniziatico che lo porterà ad affrontare sanguinose battaglie in nome della vera fede e al tempo stesso a riscoprire la propria forza di volontà ed il potere magico nascosto in essa. Grazie alla guida del potente e saggio Merlino, il giovane Ruggero comprende come controllare la propria indole violenta nella certezza che la guerra non è un bene nemmeno per chi vince, ma solo un male corrosivo per l'intera umanità...
In un inno all'amore per la storia e alla luminosa energia dei testi sacri di ogni religione, Paolo Rossi racconta una colorita favola epica che racchiude in sé forti motivazioni spirituali e morali. La scelta di un'ambientazione di carattere forte come quella medievale incarna perfettamente la volontà dell'autore di trattare gesta eroiche ed appassionanti da un punto di vista tutto personale, dove l'indole violenta e sanguinaria dell'eroe del passato viene rivalutata e giudicata per quello che è: un atto di bruta violenza e non una dimostrazione di valore e coraggio. Nella vicenda, che ripercorre creativamente la storia dei misteriosi cavalieri templari intercalata da numerosi accenni alle leggende del ciclo bretone arturiano, troviamo come protagonista un giovanissimo cavaliere che avvicinandosi alla fede in Dio fugge l'oblio dei sensi e della vana battaglia, rimestando una salda fede cristiana con inaspettati accenni ad arti mistiche e meditazione di stampo orientale. Il risultato è una storia variegata e appassionante, dove numerosi rimandi a figure leggendarie e mistiche oramai familiari alla nostra percezione stimolano interesse e immedesimazione, ma spesso vessata da una voce narrante un po' troppo invadente ed artificiosa, fastidiosamente pronta a suggerire al lettore cosa pensare e ad ostacolare il pathos naturalmente generato dalle accattivanti atmosfere del romanzo.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER