La stracciata pazzia

La stracciata pazzia
Tre amici trentenni, Davide, Giovanni e Vincenzo, sono operai in una fabbrica di elettronica e ambiscono a vivere una vita semplice e serena. I primi due si conoscono fin dalla tenera età, mentre Vincenzo si è unito al gruppo dopo la fine della sua relazione sentimentale. I tre ragazzi, oltre a dividere lo stesso posto di lavoro e l’amicizia, hanno passioni comuni come la musica e il calcio. Valentina invece è una sindacalista che si occupa di casi delicati, come possono diventare le aziende in in difficoltà. Tutti e quattro hanno i loro punti di vista, gli ideali personali e la vita di tutti i giorni coi piccoli problemi da affrontare. Tutto, nel loro modo di essere e andare avanti, fa pensare che abbiano ormai preso la strada che li porterà alla maturità definitiva: il “periodo” nel quale il tempo viene impiegato lavorando e crescendo insieme alle responsabilità quotidiane. Tutto scorre linearmente, giorno dopo giorno, fino a quando il problema più grande da affrontare e risolvere si para spietato davanti alle loro esistenze: la fabbrica inizia ad entrare nella crisi, cambiando drasticamente la loro visione delle cose e spingendoli a pensare che presto il loro posto nella società verrà cambiato e non per scelta, bensì per imposizione. Da un momento all’altro tutto diventa diverso, come oscurato da un’ombra che genera angoscia e gravi sensi di instabilità. Questo clima finisce inevitabilmente col modificare i rapporti dei quattro protagonisti fino a spingerli a porsi domande e a creare nuovi stimoli per un cambiamento e una futura sopravvivenza. Dopo un’assemblea sindacale molto animata, tra Davide e Valentina, scocca una scintilla facendoli innamorare. La loro storia finirà inevitabilmente ad intrecciarsi con quella della fabbrica proprio mentre i licenziamenti sembrano incombere sugli operai, aggiungendo altra tensione…
Al suo terzo romanzo, Stefano Bernazzani, Premio “Chianti” nel 2007 con L’inverno che non dimenticheremo, ci regala una storia corale di una attualità così lucida e devastante che non può lasciare indifferenti. Una frase che spiega perfettamente il clima della narrazione è: “Da quel giorno Valentina aveva visto il sindacato sotto una luce diversa. Ok, le cose non andavano sempre per il meglio, ma forse quello che era successo a lei era successo anche ai suoi colleghi. Cioè una piccola vittoria concreta per la quale valeva la pena di insistere”. Ne La stracciata pazzia, il cui titolo deriva da una frase dal romanzo Sulla strada di Jack Kerouac, ogni personaggio cambiando proverà a seguire e difendere il proprio lato “pazzo”, nonostante i dubbi, le paure, le contraddizioni tipiche della dimensione precaria che, nostro malgrado, abbiamo imparato a conoscere bene. Stefano Bernazzani li spingerà in una corsa, anche inconsciamente contro loro stessi, costringendoli a mettersi in gioco ma soprattutto a mettere i gioco tutto quello che hanno. Tutto questo merito di una scrittura limpida e precisa che si dimostra essere il mezzo perfetto per tratteggiare un ritratto reale di una generazione (la nostra) dove si è destinati ad essere per sempre figli che hanno davanti un enorme buco nero fatto di incertezze che la generazione precedente non si sarebbe mai potuta immaginare. 

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