La strada

La strada
Autore: 
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

Nigeria. Kotonu è un autista di camion, Samson il suo procacciatore di passeggeri, Salubi un apprendista guidatore e il Professore è il proprietario dell’asilo del camionista, nonché catechista e predicatore laico. Il Professore sceglie di percorrere strade ignote, quale “eroe” d’un’antica quête: la ricerca del potere della Parola in risposta al disfacimento del mondo e ai suoi rottami. “Sapevo di non poter perdere la strada senza una ragione”, sostiene infatti il Professore, ardente dal desiderio di trovare il suo Graal: la Parola da cogliere. Kotonu decide, allora, di prender parte al suo stesso viaggio. Samson diviene, invece, il loro contraltare: l’uomo della leggerezza, dell’umorismo e dello scetticismo; l’uomo che non comprende. L’evento ultimo che, infine, coinvolgerà Murano, il servitore del Professore, fungerà da acceleratore della vicenda, svelando l’esito finale del viaggio del Professore…

Soyinka – premio Nobel per la letteratura nel 1986, attivista, ex prigioniero nigeriano e scrittore africano, tra i massimi drammaturghi del momento – termina La strada nel 1965, mettendolo in scena in Inghilterra, al Royal Theatre di Londra, e l’anno dopo a Dakar. Il teatro diviene, per l’autore, il microcosmo in cui l’uomo trova esistenza con le sue stesse verità: la scena è lo spazio-esempio in cui lo spettatore-uomo si specchia – in tal senso, ritorna quell’intento non più ludico ma a tratti “pedagogico” che ha le sue lontanissime origini nel teatro di Terenzio –, ritrovando anche il suo senso d’insieme e di comunità, di partecipazione. L’uomo di Soyinka brancola tra due mondi: quello sensibile e quello sovrasensibile, quello fisico (che non è detto sia anche quello saldo) e quello mitico-spirituale – che, come è stato già osservato, ricorda tanto sia lo Shakespeare della Tempesta, che Beckett. Nel mondo spirituale, aleggiano forze rituali e mitiche – che hanno fondamenta nella stessa cultura africana – di cui l’uomo si veste per non soccombere al gelo del nulla. Resta il testamento strozzato del Professore: “Siate la strada. Avvolgetevi nei sogni […] respirate come la strada”.



0
 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER