La strada dritta

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San Donato, Milano, 19 maggio 1956. Quello che il presidente della Repubblica Mattei e l’arcivescovo di Milano Giovanni Battista Montini stanno per inaugurare è un tratto di strada posticcio e una stele che in quel momento rappresentano una follia progettuale e imprenditoriale: la costruzione dell’Autostrada del Sole. Più di settecentocinquanta chilometri di asfalto che collegheranno Milano a Napoli, riducendo a meno di otto ore un viaggio che oggi si fa in due giorni. I giornalisti sono scettici, le banche non si fidano, gli americani ci prendono in giro. Ma quel progetto, per l’amministratore delegato della Società Autostrade Fedele Crova e per i suoi collaboratori, rappresenta più di un enorme appalto rischioso e quasi impossibile. Si tratta di un segno di unità, di quello che diventerà un simbolo della rinascita italiana, una dimostrazione della determinazione e delle capacità di ingegneri, tecnici e operai contro una burocrazia lenta e una politica che dall’alto dei seggi attende solo che la macchina dei lavori rallenti, si fermi e il sogno svanisca. Ma la determinazione e la volontà di persone come Crovi o di operai come Gaetano De Angelis fanno si che l’autostrada cominci, scavalchi il Po, buchi l’Apennino e, oltrepassata Roma, raggiunga Napoli in anticipo sui tempi previsti. L’Autostrada del Sole, per chi la percorre, oggi non è che una via di comunicazione come molte altre ma, sotto ai chilometri di asfalto, di cavalcavia e ponti, viadotti e raccordi, nasconde il lavoro delle mani di centinaia di uomini, 74 dei quali persero la vita sul cantiere…

Il 4 di ottobre del 1964 l’Autostrada del Sole fu terminata. In poco meno di otto anni furono costruiti 755 chilometri di autostrada, 113 ponti e viadotti, 572 cavalcavia, 38 gallerie e 57 raccordi. Il romanzo di Francesco Pinto, ex direttore di Rai Tre sotto la cui direzione sono nati programmi di qualità come Sfide e Novecento, mescolando protagonisti realmente esistiti a personaggi di fantasia, riporta alla luce una delle più importanti, se non la più importante, opera del primo dopoguerra. Una creatura nella quale in pochi credevano ma che ha ridato vigore a un popolo avvilito e stremato dalla guerra; costruita con la caparbietà di persone lungimiranti, forse oggi rare e quasi estinte. Sarà davvero con occhio diverso che guarderemo a quei ponti e ai viadotti conoscendone la storia, le fatiche spese per costruirli. Non è certo inutile imparare il quando, il come e il perché nacquero queste grandi opere delle quali ci serviamo ormai distrattamente, seppure attraverso parole romanzate ma che, grazie a una scrittura matura e sapiente, sanno comunicare con la giusta intenzione tutte le sfumature di un momento storico già dimenticato. Assieme alla storia dell’Autostrada del Sole, il romanzo ci regala anche uno scorcio di storia della Rai, dei dietro le quinte tra costumisti e scenografi, anch’esso fatto di uomini e donne comuni, con il loro bagaglio di gioie e dolori.



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