La strategia dell’acqua

La strategia dell’acqua
Rubén Bevilacqua, brigadiere della Guardia Civil spagnola, soprannominato da tutti Vila, ha ormai quarantacinque anni, un’età della vita in cui è difficile riuscire a mandar giù gli amari bocconi che il suo molto spesso ingrato lavoro gli propina ogni giorno. In parte svanito è l'entusiasmo dei primi - ormai lontani - anni di servizio, quando la sua fiducia nella giustizia era pressoché totale e la sua missione lo faceva sentire una specie di supereroe contro il male. Ora prevale la disillusione, soprattutto dopo l'ultima indagine, dato che mesi di fatiche e pedinamenti non sono riusciti ad incastrare i colpevoli provati, scampati al processo grazie ad importanti “influenze” nei piani alti della giustizia. Ci vuole un altro caso complicato per rendere di nuovo operativo e fiducioso l'ormai disincantato Vila. Un caso che si presenta con l'uccisione a sangue freddo di Oscar Santacruz, un uomo con piccoli precedenti per droga, freddato nell'ascensore di casa con due colpi alla testa. Si pensa subito ad un regolamento di conti, ma come spessp accade, le cose non sono così semplici come sembrano all’inizio e Bevilacqua, aiutato dalla sua fedele e ben assortita “squadra” (la sergente Virginia Chamorro, il “nuovo” e ingenuo Juan Arnau e la conturbante Salgado), dovrà faticare non poco prima di scoprire la verità...
Dimentichiamoci i gialli cerebrali à la Sherlock Holmes e le indagini tecnologiche à la CSI. Qui siamo in un comando della “Benemérita”, la Guardia Civil di Madrid, qualcosa tipo i nostrani Carabinieri, per cui lasciamo da parte il glamour e i casi complicati e assurdi. Tutto in La strategia dell’acqua è normale, perfino il male, se possiamo dirlo, è un male triste, sordido, basso che riesce con inaspettata facilità a infiltrarsi nella vita di persone altrettanto normali, per motivi assurdamente banali e meschini. Anche il metodo investigativo di Bevilacqua & friends è consueto nel suo rispetto per le procedure (niente colpi di testa, niente ribellioni nei confronti dei superiori o complicati ragionamenti socratici) e segue passo passo ciò che si dovrebbe fare in questi casi, arrivando con qualche ben accertata intuizione alla soluzione del caso. La scrittura fluente e omogenea di Lorenzo Silva è un porto sicuro per noi lettori: ci immergiamo in queste pagine così politicamente corrette e  siamo contenti di essere approdati in un giallo tutto sommato rassicurante e vicino a noi. L'unico rischio è probabilmente che questa normalità così ben strutturata arrivi a eliminare la suspence e il  nostro coinvolgimento nel seguire l'indagine. Ma d'altra parte non è forse così che catturano i cattivi le nostre forze dell'ordine, lontane da quell'azione così tipicamente americana? 

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER