La terza inquilina

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Megan e Chloe sono amiche da tanto e hanno un sogno comune: trovare la casa perfetta per i loro poco più che trent’anni. Ed eccola lì, un’occasione fortuita, una casa grande, comoda e con il giardino che hanno sempre desiderato. Unico neo: il costo troppo alto per le loro tasche. Eppure una soluzione c’è, basta trovare la terza inquilina, colei che occuperà una piccola stanza ricavata da un vecchio studio. Dopo un paio di colloqui, Megan e Chloe la trovano in Sammy. Sembra una ragazza a posto, socievole e dalle mille qualità, tra cui un ottimo rapporto con la cucina e la giusta riservatezza. Forse troppa. Sì, perché Sammy è a tratti sfuggente, completamente assente dai social e con un passato piuttosto nebuloso. Niente di insormontabile, purché paghi l’affitto. Risolta la questione inquilina, Megan e Chloe possono godersi finalmente la loro vita, la prima come farmacista in ospedale, la seconda come direttore di scena in teatro. Piano piano però le loro giornate iniziano a prendere una piega inaspettata. Prima Chloe, di nuovo con i “terrori notturni”, probabilmente dovuti allo stress, poi Megan, con i suoi continui scontri velati con Sammy. Non la convince. Sammy sta facendo di tutto per intromettersi tra lei e la sua amica ed è che chiaro che Megan non le stia per niente simpatica. Tutto è iniziato con quel pesante album di foto e ricordi che Megan ha sbirciato sopraffatta dalla curiosità, colta in flagrante da Sammy stessa. È in quel momento che ha notato uno strano velo nei suoi occhi…

È dal titolo del romanzo di C.L. Pattison che il lettore capisce subito che qualcosa non quadra, memore degli innumerevoli horror e thriller psicologici a cui ormai probabilmente ha fatto l’abitudine. Oppure no. Sin dall’inizio de La terza inquilina, quando tutto ancora scorre serenamente, è un certo senso di angoscia che pervade la lettura, in attesa di scoprire quale sia l’inghippo, probabilmente terribile e spaventoso. Seguiamo le protagoniste Megan e Chloe singolarmente nello scorrere della loro vita e dei loro pensieri, come personalità facenti parte lo stesso individuo, ma che rappresentano diversi punti di vista, nascosti a una personalità piuttosto che all’altra. I capitoli che portano il loro nome, brevi ma densi di informazioni e di indizi sapientemente lasciati qua e là, vengono spesso interrotti da capitoli numerati. Sembrano ambientati in un momento precedente, come il flashback o il flusso di ricordi di una di loro. Il tono è particolare, sembra leggero, fatto di una leggerezza che nasconde un velo d’angoscia. Un’angoscia che si rivela lentamente a ogni capitolo, aggiungendo i pezzetti di un puzzle. A parlare è una bambina, ha poco più di 10 anni ma nasconde una vita “rotta”, inesorabilmente segnata da eventi drammatici, che la accompagneranno per sempre. La scrittura è così rapida e coinvolgente da determinare uno stato d’animo duplice in chi legge: da una parte c’è la necessità famelica di arrivare alla fine, per mascherare una terribile verità e un epilogo che già immaginiamo, dall’altra c’è una sorta di timore e la paura di sapere. E proprio quando tutto sembra chiaro, improvvisamente le certezze costruite e rinforzate di pagina in pagina vengono meno. In un paio di righe la verità è tutta lì. Proprio come non ce l’aspettavamo.

 


 

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