La traversata dei sensi

La traversata dei sensi
Autore: 
Traduzione di: 
Editore: 
Articolo di: 
Zobida è una vedova di mezza età che vive in un imprecisato villaggio arabo. A lei ricorrono gli abitanti ogni volta che devono trovare soluzioni a intricate vicende familiari. Zobida è considerata saggia, onesta e rispettabile. Ma la vedova ha una doppia vita. Adora il sesso e ha, da sempre, una intensissima, quanto segreta vita sessuale. Un giorno viene convocata a casa della novella sposa Leila, perché i familiari della ragazza e quelli del marito sono in subbuglio. Durante la prima notte di nozze pare che l’imene di Leila non abbia sanguinato e questo, per le severissime regole dell’islam, può voler dire una cosa sola. La sposa rischia di essere ripudiata perché non più vergine. Leila piange e si dispera, giurando di non essere mai stata toccata da un uomo in vita sua. Zobida crede alla ragazza e capisce che il marito non è riuscito a penetrarla perché, a sua volta, privo di esperienza e perché Leila era troppo rigida e spaventata. Tuttavia negli occhi di Leila si scorge una scintilla sopita e Zobida comprende che, con i giusti insegnamenti, la ragazza potrà tirare fuori tutta la sensualità di cui non è ancora consapevole. Ma come fare a “istruire” la ragazza lontano dall’ambiente severo e bigotto del villaggio? La scaltra vedova ha un’idea. Rivela ai familiari che Leila non può essere penetrata a causa di un incantesimo fatto fare dalla madre della ragazza, ora defunta. Una fattucchiera ha “sigillato” l’imene di Leila, che ora può essere riaperto solo da quella stessa maga. Zobida e Leila partono così alla ricerca della vecchia e inesistente megera. Attraverseranno deserti e villaggi, incontreranno le persone più strane e, alla fine, Leila conoscerà i dolci misteri del sesso e si libererà da tutti i suoi tabù...
Uno straordinario romanzo di formazione e presa di coscienza di sé, da parte di una protagonista che, lentamente e con dolore, si libera dai pesanti condizionamenti imposti alla donne dalla cultura islamica. Un romanzo rivoluzionario, sul diritto delle donne arabe a vivere pienamente il proprio corpo e la propria sessualità. Non a caso l’autore marocchino, che non si sa se sia un uomo o una donna, si nasconde dietro uno pseudonimo. La lingua usata è, senza mezzi termini, quella del romanzo erotico, eppure il registro non è mai volgare, anzi, spesso si raggiungono vette di lirismo. La suggestiva ambientazione araba, poi, ricorda “Il fiore delle mille e una notte” di Pierpaolo Pasolini. Mentre le numerose città visitate dalle due protagoniste, dove vivono abitanti dalle attitudini più strane, non possono non richiamare Le città invisibili di calviniana memoria. Versatevi una tazza di tè e prendete un dolcetto al sesamo, poi sedetevi e lasciatevi attraversare dai profumi e dagli umori che, come vento del deserto, soffiano fra le pagine di questo libro.

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER