La vera storia del pirata Long John Silver

Dopo una vita passata ad abbordare mercantili, sfuggire alla morte ed arricchirsi, Long John Silver - il pirata più temuto di tutte le rotte di navigazione - si è ritirato in Madagascar a scrivere le sue memorie. Quella che narra è una vita all’arrembaggio, vissuta sempre sul filo del rasoio. Decide di imbarcarsi perché la vita a terra non lo entusiasma a sufficienza, ma la vita in mare non è quella che crede: è dura, cinica, maligna. Le vicissitudini in cui si imbatte lo trasformano in un pirata sempre in fuga dalla forca che non smetterà mai di attenderlo. Col carisma del capitano ma senza l’ambizione del comando, a seguito di un ammutinamento fallito su una nave negriera viene ridotto in ceppi e venduto come schiavo a contratto. Con la morte che gli alita sul collo, uccide i preti della missione che lo avevano acquistato e da lì riparte per riprendersi il mare e le ricchezze senza altro scopo che preservare la sua stessa vita…
Long John Silver, sparito dalle pagine di Stevenson, ricompare con tutto il suo vigore in quelle di Larsson a raccontarci la sua rocambolesca vicenda umana guidata da due insopprimibili bisogni: vivere ed essere libero, anche a costo di barattare la propria moralità. Long John ha una forte vocazione anarchica, antirazzista, una democrazia sui generis che risulta sempre ponderata e corretta pure nell’estremismo dei gesti. Un pirata tout court e quindi destinato a rimanere un cattivo per la storiografia.  Ma un cattivo che non possiamo fare a meno di ammirare e che - raccontando la sua verità - ci tiene in equilibrio tra l’avventura in un tintinnare di sciabole e schioccare di sartie ed il mondo truce della navigazione del Settecento, la tratta degli schiavi, il contrabbando, la vita abominevole dei marinai, le logiche ideali dietro le compagnie piratesche. Larsson ci restituisce un romanzo forte e solido nei valori, avvincente nella narrazione che ci appassiona e ci cattura come fossimo un brigantino in mezzo alla bonaccia, ma ci costringe allo stesso tempo a riflettere sulla consistenza dei concetti di bene e male, compagnia e solitudine, ricchezza e povertà.

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