La verità detta

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Ho conosciuto Pasolini da ragazzetto, eravamo sempre con il pallone in mano, era l’unica cosa che potevamo fare in strada; giocare a pallone o andare a Villa Pamphili. Non c’era altro. Quando Pier Paolo arrivò a Donna Olimpia, per i primi tempi non ci dava confidenza; si metteva da una parte e ci guardava mentre giocavamo a pallone. Poi iniziò a conoscerci, veniva con noi, giocava con noi; è stato un uomo che ha passato con noi tutto il periodo della nostra gioventù, vivendola con noi. Ricordo che una volta, durante una partita di pallone, per uno scontro con un altro ragazzo, sono caduto graffiandomi le ginocchia… Pasolini mi prese in braccio e mi portò dal dottor Bussa a piazza Donna Olimpia, dove c’era un ambulatorio. Pier Paolo rimase con me tutto il tempo che il medico impiegò per curarmi la gamba. Devo dire che è stata una persona dolcissima, gentile; una persona stupenda che non ho dimenticato per tutta la vita. Ancora oggi, a distanza di anni, provo ancora quello stesso affetto…

Tra le tante pubblicazioni uscite in occasione del quarantennale dalla morte di Pier Paolo Pasolini, trova il suo meritato spazio anche questa raccolta di interviste a cura di Enzo De Camillis, per oltre sessant'anni uomo di cinema romano e autore, nel 2014, del lungometraggio Un intellettuale in borgata dedicato allo stesso poeta di Casarsa. Proprio da questo lavoro derivano i materiali qui raccolti, dove si racconta, attraverso le voci di dirigenti, politici, giornalisti e politici, il rapporto di Pasolini con Roma e in particolare con il quartiere di Monteverde, dove visse dal 1954 fino al 1963. Con le testimonianze dirette di chi l'ha conosciuto (compresi i due “ragazzi di vita” Silvio Parrello, “er Pe-cetto”, e Umberto Mercatante, “er Gallinella”, oggi ottantenni), De Camillis riesce a ricostruire un ritratto originale di Pasolini, quello dell'intellettuale e scrittore, ma soprattutto politico, che in quegli anni si apre e si ispira alla borgata romana, con tutte le sue contraddizioni e difficoltà dettate dalla povertà, dai nascenti gruppi terroristici e dalla mancanza di cultura.



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