La vita che scorre

La vita che scorre
1944, Francia, Antoine Rousseau e Jacques de Hautlevent marinano la scuola per andare a pesca, e sulla via del ritorno scoprono di essersi salvati dallo sterminio di una rappresaglia nazista. Oradour-sur-Glane è un “villaggio martire” e Antoine è rimasto orfano. Adottato dai de Hautlevent, in lutto per la morte del primogenito, il bambino diviene parte di un mondo aristocratico, benevolo ma “straniero”, ricco di personaggi capaci di gesti eroici ma inabili a manifestare affetto. 1974, Italia: Antoine Rousseau de Hautlevent, precocemente vedovo, scopre la disabilità della sua ultimogenita e ciò rende la sua quotidianità una continua lotta contro le barriere che si frappongono tra Elisa e la vita. 1998: Filippo, Luca ed Elisa sono ormai indipendenti e realizzati, mentre Antoine e Jacques, privati dal tempo di ogni persona cara dell’infanzia, scoprono delle verità che rivelano il grande amore che nutriva per loro Manou. Ma la vita riserva ancora delle sorprese, fino al suo ultimo battito...
Un’opera malinconica quanto il vivere tragici eventi, nostalgica quanto il ricordare al fine della vita, leggiadra quanto la sete della stessa. Un romanzo intessuto di esperienza e riflessione, costruito con una scrittura profonda e meditativa da Emmanuelle de Villepin. La scrittrice dipana con maestria e sensibilità una trama fitta di intrecci culturali (costruiti sulle origini francesi del protagonista e sulla sua realtà italiana) e punti di vista, raccolti intorno alla figura di Antoine. Una narrazione divisa in tre parti, analitica ma espressiva quanto può esserlo un racconto in prima persona, che spazia nei lutti e nelle tragedie umane, affrontando con successo il tema delle difficoltà affettive, delle disabilità e della dignità degli individui diversamente abili. Una lotta tra i sentimenti, la razionalità, le difficoltà.

 

 

 

 
 
 
 
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