La vita non è in ordine alfabetico

La vita non è in ordine alfabetico
Un uomo assiste alla nascita del figlio ma i suoi pensieri lo portano altrove; una bambina dorme con una padella sotto il letto per non dover affrontare il buio che la separa dal bagno e fa sparire le cose; una donna, in treno, racconta tutta la sua vita in pochi minuti a un perfetto sconosciuto; una signora anziana, appena dimessa dall’ospedale, riscopre la gioia di essere al mondo; una donna ricorda le sensazioni del suo primo amore e le fa scontrare con la sua vita adulta; un uomo non resiste al richiamo dell’infanzia e alla tentazione di unirsi a una partita di calcio tra ragazzini; una madre confida alla figlia, ancora bambina, un segreto che è come una bomba a orologeria; una coppia in crisi scopre il potere dell’ascolto; un distinto professore si concede un piccolo imbroglio e, anziché vergognarsene, se ne compiace…
Trentotto brevi racconti compongono il nuovo libro di Andrea Bajani, trentotto finestre aperte su altrettante vite che potrebbero essere le vite di tutti. Ce lo ricorda il discorso in seconda persona che chiama in causa il lettore, ma anche l’apparente banalità delle situazioni descritte, episodi comuni, familiari, che però di colpo ci sorprendono, rivelando significati inaspettati. La vita di colpo subisce un’accelerazione, l’emozione prende il sopravvento e illumina di senso l’opacità del reale. E sono queste improvvise illuminazioni a rendere la vita imprevedibile e impossibile da catalogare, anche se Bajani ci prova, mettendo in ordine i suoi racconti in ordine alfabetico, una parola come titolo, per poi rendersi conto, alla fine, di quanta vita è rimasta fuori da quell’elenco. Ma questo è il massimo che possiamo fare, sembra volerci dire lo scrittore, l’unico modo che abbiamo per dare un senso alla nostra esistenza, nominarla, trasformarla in parole e in quelle parole trovare un briciolo di noi, delle nostre emozioni, passioni, paure, dai momenti più insignificanti a quelli cruciali. Questi brevi frammenti, scritti in una lingua musicale e suggestiva, ma allo stesso tempo rigorosa, ci catturano immediatamente, trasportandoci nel loro mondo il tempo necessario a sentirlo nostro per poi esserne scacciati fuori bruscamente, ancora pieni di stupore.

Leggi l'intervista a Andrea Bajani

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