La vita secondo Jane Austen

La vita secondo Jane Austen

William ha ventisette anni, è laureato in letteratura inglese, si sta specializzando alla Columbia University, è saccente e presuntuoso quanto può esserlo un giovane alla sua età e dal punto di vista sentimentale  è un disastro, anche se lui non lo sa. Legge autori complessi e sofisticati come Joyce, Conrad, Faulkner, Nabokov ma l’impazienza di voler cambiare il mondo gli consente di leggere anche Kerouac seduto su di un marciapiedi e fumare erba ascoltando i Clash e guardando gli altri con un certo disprezzo. È incapace di rapporti veri con le persone perché non sa guardare al di là del suo naso e del suo ego; men che meno di intimità con la sua ragazza che sarà pure bella ma di modeste aspirazioni e cultura: fare sesso è facile, parlare davvero assai meno. Per il dottorato ha colmato alcune lacune in campo letterario con Chaucer  e Milton ma quello che proprio non sopporta, e gli procura anzi una certa ripugnanza, è la letteratura del Diciannovesimo secolo. Eppure, ad certo punto, è costretto a leggere Emma di Jean Austen! J E A N   A U S T E N!!!: la banalità assoluta di insulsi romanzetti da femmine infarcita della scialba quotidianità della campagna inglese. I peggiori pregiudizi di William, alle prime, sembrano trovare conferma: si ritrova a leggere di partite a carte di attempate signore, di visite tra vicine di casa, di infiniti epistolari zeppi di pettegolezzi sugli abiti delle signore, balli vari e acciacchi dei conoscenti. Poi, piano piano, la rivelazione. William comincia a considerare la Austen una specie di maestra di vita, capace di parlare di personaggi e fatti che appartengono alla vita comune di tutti i giorni, cioè alla vita vera, e di valori ed emozioni universali. Nei suoi romanzi le protagoniste crescono e perdono la loro infantile ingenuità per diventare adulte consapevoli di sé e dei propri difetti, impegnate nel tentativo di correggerli traendo insegnamento proprio dalla quotidianità. William si identifica in queste eroine e diventa anche lui consapevole del suo modo sbagliato di approcciarsi agli altri e alla vita, ritrovandosi cambiato capitolo dopo capitolo, romanzo dopo romanzo, perdutamente innamorato della “donna che mi avrebbe cambiato la vita” benché” avesse più di duecento anni”…
Professore associato di Inglese a Yale e oggi stimato critico letterario, William Deresiewicz scrive un libro assai curioso, un ibrido tra biografia, romanzo e saggio sorprendentemente ben riuscito. In sei capitoli (cui si aggiunge un settimo conclusivo) che portano il nome di altrettanti romanzi della Austen, l’autore intreccia la propria biografia con quella dell’autrice inglese e con le sue opere, in una sorta di educazione sentimentale che ne fa, alla fine, un uomo diverso. La scoperta graduale degli insegnamenti di vita celati nelle pagine dei suoi libri, spesso liquidati in maniera semplicistica da un pubblico distratto e pieno di pregiudizi, si traduce in un vero e proprio romanzo di formazione fluido, ironico e divertente che può essere letto in diverse chiavi di lettura e da lettori diversi. Gli austeniani convinti (solitamente lettrici appassionate) si lasceranno guidare dal professor Deresiewicz in un’analisi testuale attraverso interpretazioni insolite e sorprendenti; un pubblico solitamente appena snob potrebbe lasciarsi tentare da una lettura diversa e magari scoprire che Jane Austen è qualcosa di più che una scrittrice per signorine (ché altrimenti il fiorire di studi, club, blog e pastiche letterari a lei ispirati non si spiegherebbe); chi non si è mai posto il problema potrebbe approcciarsi alla scrittrice inglese partendo da una angolazione singolare e capire se si ha voglia di leggere qualcosa di suo. La grazia di Jane Austen, la scrittrice capace di insegnare che “ Non importa quanto sia piccola la cornice, perché in essa è racchiuso un mondo intero” e la particolarità di questo accurato romanzo-saggio potrebbero conquistare chi meno se l’aspetta, proprio lasciandosi guidare da chi da una forte antipatia è approdato ad una passione incondizionata. Proprio come capita nelle grandi storie d’amore.

 

 

 

 
 
 
 
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