La vita segreta dei semi

La vita segreta dei semi
Quando si osservano le piante è frequente giungere a conclusioni avventate. Per esempio, è banale supporre che tutte le piante abbiano la facoltà di produrre semi. Oppure, al contrario, è altrettanto facile concludere che felci e muschi crescano senza un'effettiva germinazione. In realtà queste convinzioni nascono da inaccurata divulgazione, la quale attinge più dal grimorio fantastico di flora immaginaria che da un manuale di botanica. Infatti, esistono piante senza semi, esistono piante dai semi sottili e invisibili, esistono piante con semi da due chili, ecc. Insomma, esiste un seme laddove vi sia l'obiettivo, da parte della natura, di far crescere la vita. Ma anche quest'ultima affermazione dev'essere fatta con le dovute precisazioni. Per esempio, i naturalisti dell'epoca dei Lumi erano pronti a difendere l'idea che se c'è una pianta, dev'esserci pure un seme da qualche parte. Ma con le felci non ebbero mai fortuna; in passato, le felci beffarono i botanici di mezzo mondo con questa storia dei semi invisibili. Pertanto, si alimentò la convinzione popolare secondo cui le felci dovevano nascere e crescere da una misteriosa ‘generazione spontanea’. Non è un caso che un bizzarra credenza popolare dicesse che i fiori di felce non potevano aver di certo avuto alcuna funzione ornamentale intorno alla mangiatoia dove nacque Gesù, poiché una pianta dal seme invisibile non può che essere artificio del demonio. Come se non bastasse questo mistero, esistono svariati semi-misteri attraverso cui la natura è riuscita a rompere la sessualità ordinaria delle piante adottando strategie piuttosto ingegnose. Per menzionarne alcuni: il rapporto tra fertilizzazione incrociata e la dipendenza indissolubile con la varietà genetica, l'adattabilità al caso, la mutazione ereditaria e le opportunità di sopravvivenza, la trasmissione attraverso malattie. Nonostante ciò i semi continuano a ricoprire numerose funzioni oltre quella di produrre vita. Basta pensare a creme impiegate nella cosmesi, in cucina, ecc. Fino alla produzione di inchiostri per l'editoria...
La vita segreta dei semi è un libro divulgativo decisamente equilibrato. Non è eccessivamente tecnico, risulta chiaro e non c'è bisogno di prendere mano all'enciclopedia ogni cinque minuti. Le terminologia, presa a prestito dalla botanica, non ha bisogno di ulteriori spiegazioni. Al massimo serve un po' di attenzione quando si passa in rassegna qualche passaggio in cui si richieda un minimo di ragionamento per capire come sono andate le cose. Specialmente quando parla di come si è giunti a certe evidenze sperimentali. Per il resto il piano del saggio serioso senza esclusione di colpi è alleggerito da racconti, aneddoti, proverbi e curiosi eserghi. Ogni capitolo presenta un sommario rimando a letture consigliate, un'adeguata sezione per ritrovare riferimenti, citazioni, autori, ecc. Insomma, per quanti intendano non solo soffermarsi a una godibile e semi-seria storia degli "embrioni in un cestino da picnic" - definizione dello stesso Silvertown e quanto mai azzeccata - ma vogliano ulteriormente esplorare le recondite meraviglie della natura. Per il resto, come recita un proverbio gallese, «un seme nascosto nel cuore di una mela è un frutteto invisibile».

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