La vita segreta di Max

La vita segreta di Max

Il secondo matrimonio di sua madre porterà sicuramente guai. Maxine, ragazza scapestrata che odia a tal punto quel nome così frivolo da farsi chiamare Mad Max, tributando il personaggio interpretato da Mel Gibson in un film che descrive una Terra post-apocalittica preda di bande di criminali e psicopatici che si scontrano in violenti duelli su autostrade deserte. Ecco, anche Hawkins, la cittadina dell’Indiana dove Max è stata costretta a trasferirsi al pari di uno scatolone dei traslochi con la sua nuova famiglia, ha un retrogusto post-apocalittico, ma in maniera totalmente diversa rispetto al film. Tutto è infatti terribilmente tranquillo: non ci sono skater, i ragazzi e le ragazze o sono i classici sfigati di provincia o sono dei nerd inguaribili. Pensa in particolare a Lucas e al suo gruppo di amici, così imbranati da farle quasi tenerezza. Max nel frattempo cerca di distrarsi e di esplorare la sua nuova “casa”, chiudendosi in sala giochi e battendo, con successo, tutti i record cittadini di DigDug. Hawkins non è la California, e questo è evidente, ma sarebbe quasi sopportabile se non fosse per Billy, il suo fratellastro, un tipo manesco e violento, che già da ora si diletta in crudeltà assortite verso gli animali in attesa di sperimentare la sua violenta frustrazione sulle persone. Ecco, lui sì che le fa paura…

Sgombriamo subito il campo da ipocrisie varie ed eventuali: la serie TV Stranger Things è una miniera d’oro, sia per la qualità intrinseca del prodotto offerto dalla piattaforma Netflix, sia per il merchandising selvaggio di cui è oggetto e di cui noi fans siamo consapevoli vittime. Io stesso, da fan sfegatato quale sono, non ho potuto esimermi dall’acquistare innumerevoli Funko Pop raffiguranti i personaggi del serial, tre T-shirt, un paio di giochi da tavolo rieditati per l’occasione, le scarpe Cor7ez x Stranger Things by Nike in edizione limitata e, ovviamente, i libri ispirati alla serie. La premessa si è resa necessaria perché questo libro è senza ombra di dubbio avviluppato in quella logica del “battiamo il ferro finché è caldo”, il che se non lo assimila a un instant book, poco ci manca. Rispetto agli altri prodotti letterari originati dalla serie, che fin qui hanno avuto come temi principali le origini dello sceriffo Hopper e della madre di Undi, qui il focus della vicenda è Maxine “Mad Max” Mayfield, il maschiaccio della serie, personaggio caratterizzato da molteplici sfaccettature, costantemente in tensione fra l’amicizia del suo gruppo e una rovinosa situazione familiare. Nel romanzo, scritto con piglio televisivo da Brenda Yovanoff, si analizzano i rapporti di Max con la famiglia e soprattutto con il patrigno violento, il quale a sua volta ha educato alla violenza e alla sopraffazione Billy Hargrove, fratellastro di Max e altro character chiave della serie. Rispetto agli altri romanzi ispirati da Stranger Things, questo funge da prequel solo a metà, per poi ripiegare in un point of view sulle vicende accadute durante la seconda stagione attraverso gli occhi della giovane protagonista trapiantata a Hawkins contro la sua volontà e suo malgrado coinvolta da un gruppo di nuovi amici bizzarri e da una serie di avvenimenti inspiegabili che somigliano sempre più ai film horror che ama tanto. La qualità del prodotto è sufficiente e consigliata soprattutto ai fans, al pari degli altri libri, ma rispetto a essi si segnala l’orientamento verso un target perlopiù adolescenziale, ancora una volta segno che Stranger Things vuole essere un catalizzatore per un pubblico di tutte le età.



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