La vita silente

La vita silente
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1963, Roma. Guido Vivanti è un professore ordinario di Filologia romanza, ha cinquantadue anni, una lunga carriera alle spalle, una famiglia modello e sta per rilasciare un’intervista al settimanale “Roma Oggi” riguardante la scoperta di un trovatore provenzale ancora sconosciuto. Un’intervista inusuale per un periodico popolare che tratta di cultura varia, ma dopo lo scandalo dell’ex direttore costretto alle dimissioni, la rivista ha bisogno di una nuova facciata. Sono gli anni in cui Mike Bongiorno conduce il quiz televisivo La Fiera dei sogni e fra il pubblico di massa spunta l’interesse per i temi dell’amor cortese. Sulla scia televisiva Laura Savini, che cura l’inserto culturale del giornale, decide di organizzare l’incontro con il professore. Laura è una giovane e intraprendente giornalista, una donna che considera la propria libertà una forma di emancipazione, tanto da non volersi legare sentimentalmente a nessuno. Quel mercoledì di ottobre è una bellissima giornata, Laura bussa all’ufficio del professore e si trova di fronte un uomo distinto, serioso e dalla voce profonda: un affascinante signore dai modi eleganti, di una bellezza che attrae e respinge al tempo stesso. E così galeotto fu l’incontro in quella stanza dell’università romana…

La vita silente è un romanzo che per trama e inclinazione potrebbe ben inserirsi nel genere letterario “rosa”: un amore contrastato tra un uomo e una donna coronato dal lieto fine. Ambientato negli anni Sessanta, epoca un po’ idealizzata in cui a detta dell’autrice la volgarità non era consentita e le comunicazioni si avvalevano di lunghe lettere scritte a mano, è una storia dolce e appassionata dallo stile pacatamente lezioso. Il romanzo aderisce a un modello di sogno sentimentale a occhi aperti in cui il sentimento romantico giustifica e purifica tutto in nome del “vero amore”. Laura, la protagonista del libro, è una donna moderna ed emancipata, soprattutto per l’epoca, che ha tutte le caratteristiche di un personaggio femminile di genere: intelligente, autonoma, libera ma fragile. Guido, il protagonista maschile, rappresenta l’uomo maturo arreso a una vita coniugale soffocante a cui non reagisce più. Insieme riusciranno a stimolare quella parte di loro stessi ormai assopita che rivoluzionerà le loro esistenze. Luisa Sisti ci offre una lettura gradevole e rassicurante, che non esce dai propri confini ma è capace di distrarre e intrattenere con delicatezza. Come scrisse Umberto Eco nella sua raccolta di saggi Sulla letteratura, “(…) leggere un racconto è la scoperta che le cose sono andate, e per sempre, in un certo modo, al di là dei desideri del lettore. Il lettore deve accettare questa frustrazione, e attraverso di essa provare il brivido del Destino”. Quindi se il Destino è prevedibile e coincide col desiderio del lettore la tensione poetica si va perdendo. Con rispettosa ironia si potrebbe dire che i due personaggi “si abbracciarono così stretti che non rimase spazio per i sentimenti” (Stanisław Jerzy Lec).



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