La vita soltanto

La vita soltanto
Autore: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

Vetto, Reggio Emilia, 1921. Quella dei Nobili è una numerosa famiglia di contadini orgogliosi. Dopo i patimenti della Grande Guerra, la vita non è facile e il lavoro nei campi è come sempre duro e dall’incerto rendimento. I Nobili, con a capo Arcangelo, hanno fama di essere schietti, attaccabrighe ma onesti e lavoratori, distanti dalle beghe politiche e dalle lusinghe di un fascismo ancora agli albori. È in questo contesto famigliare che viene alla luce Germania, da tutti chiamata Germa. Gli anni passano veloci come le stagioni, la bambina si fa ragazzina e davanti ai suoi occhi scorre quella che è la vita di quegli anni, con le sue piccole gioie e i suoi grandi dolori. Le malattie si portano via fratelli e parenti. L’incontro con Ermete, per Germa è la scoperta di un’amicizia che diventa amore quasi inaspettatamente. Gli anni si susseguono e il secondo conflitto mondale cambia per l’ennesima volta la condizione della giovane donna. Ermete, anch’esso chiamato alle armi, torna e il loro matrimonio coincide con l’inizio di una nuova stagione della vita. Il boom economico porta Ermete a Milano, dove Germa lo seguirà poco più tardi. In via della Spiga il loro negozio di verdura dà loro da vivere ed è lì, in una città che cambia velocemente, che la famiglia di Germa ed Ermete cresce e si fa ennesima stagione quando il destino si porta via l’uomo. Ma nonostante la dolorosa assenza Germa prosegue il suo cammino, ormai capostipite di una famiglia sempre numerosa e raccolta attorno alla vecchia signora. È il 22 gennaio 1998 quando Germa, ormai anziana e malata, attende la sua ora vegliata dal nipote. La sua però non è una morte, ma è piuttosto una rinascita, quella di una vita che termina e ricomincia con una sorta vagito…

Saga ed epopea famigliare, quella dei Nobili, razza dura e orgogliosa di contadini emiliani che resiste alle percosse del tempo, della guerra e della vita stessa. I princìpi del capostipite Arcangelo si tramandano di generazione in generazione, seppure adattati al nuovo tempo e alle mutazioni di una società che muta come muta il piccolo paese di Vetto, dapprima borgo rurale e poi investito dalla modernità e dalle comodità con l’avvicinarsi della fine del Ventesimo Secolo. Germa è il simbolo di una generazione passata e il testimone per una futura, che sopravvive a tutte le disgrazie, si aggrappa alle minuscole felicità famigliari e alla nostalgia di chi non c’è più. Le morti che si susseguono danno l’idea di una pagina che viene girata per lasciare lo spazio a quella successiva e ancora da leggere. Ma Germa è solo una dei tanti protagonisti, di certo la più importante. Eppure, a farci seguire il filo della storia, non meno decisivi sono anche gli altri componenti della famiglia che assieme a lei affrontano un periodo importante della nostra storia. Una sorta di Aspetta la primavera, Bandini all’italiana, la storia dei Nobili, che Andrea Munari racconta con garbo e tecnica, misurando i tempi e chiudendo i capitoli famigliari in fasci di anni e situazioni. Pur essendo al suo primo romanzo, è visibile l’esperienza pluriennale nel mondo editoriale. La maturità di uno scrittore è data anche dalla sua capacità di dosare e costruire, senza mai eccedere o svilire nelle descrizioni. Per i milanesi, un’occasione in più per riscoprire angoli della città consumati e cancellati dal tempo. Per tutti gli altri, un bel libro e una bella storia da leggere e immaginare.



 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER