La vittoria del 1934

La vittoria del 1934
Il 1934 segna la prima vittoria ai Mondiali di calcio della nazionale italiana. La manifestazione, già allora portatrice di una forte eco internazionale, fu organizzata in Italia e Mussolini ne approfittò da un lato per esaltare lo spirito gagliardo e romano dell’attività sportiva e dall’altro per mostrare al mondo la perfetta organizzazione che era in grado di fornire lo stato fascista. Dalle accese rivalità fra le nazioni ai delicati equilibri in gioco, era chiaro a tutti che non si sarebbe trattato di una competizione come le altre e che l’esito finale non avrebbe dato al vincitore soltanto lustro sportivo, ma anche lustro politico. Era senz’altro un’occasione da prendere al volo…
Alessandro D’Ascanio ricostruisce con attenzione e scrupolosità le vicende che hanno portato a disputare  il mondiale del 1934 in Italia ed è particolarmente abile a mostrare lo stretto legame tra sport e equilibri politici. Un fascismo sempre più forte, visto anche con una certa simpatia all’estero, aveva bisogno di un biglietto da visita di natura internazionale per consolidare la propria posizione e la propria popolarità e, all’epoca, non c’era niente di meglio della massima competizione calcistica. Occasione unica per esaltare lo spirito littorio e il culto dell’atletismo, il mondiale (oltretutto vinto dall’ormai leggendaria Italia di Vittorio Pozzo) fu una sfida non solo sportiva ma anche per il paese, che si trovò a dover impiegare ingenti risorse umane e logistiche per consentire l’adeguamento delle strutture sportive a un evento così importante. Raccontato con un piglio didascalico e divulgativo non troppo brioso, è un saggio che vanta un solido e affidabile lavoro di ricerca che lo rende una lettura se non scorrevole quantomeno attendibile e di alto valore contenutistico.

 

 

 

 
 
 
 

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