La zanzara muta

La zanzara muta

Una piccola azione – uscire dal portone di casa e buttare la spazzatura, ben differenziata, ordinata, però qualche minuto dopo l’ora stabilita dall’ordinanza comunale – ed ecco la multa. Un uomo anziano, un appartamento a Venezia, in rio Terà dei Assassini del sestiere di San Marco, luogo di antichissima e nefasta memoria di frequenti e notturni omicidi. Marcescente. Cibo avariato in cucina, ragnatele che pendono dal soffitto e si allungano sopra gli oggetti. È stato sposato, il vecchio uomo, una lunga consuetudine sfumata il giorno che lei, Clara, ha deciso di andare via con un altro. Lei è tornata per prendere cose sue e lasciare gli scarti destinati a lui. Lui e il suo malessere, il suo fallimento, i suoi cattivi pensieri. Lei e le sue cose, le sue tracce in quella casa rimaste in stato di mummificato abbandono. L’uomo esce, raggiunge un bar, si infila in una conversazione di aeromodellismo, prende un appuntamento con uno degli uomini presenti, il più vicino a lui, e nell’intimità della casa lo colpisce con un portacarte. La vittima è ferita, si rialza, domanda spiegazioni. Il vecchio uomo preferisce non parlare, non dir nulla. Eppure sono uno di fronte all'altro: due vecchi uomini, e qualcosa da raccontare…

Humana violenza, humana indifferenza. Humano disprezzo. Un uomo solo e ritirato nelle sue consuetudini e nei suoi oggetti casalinghi che gli rimandano amplificato il proprio pensiero corrotto, affamato, deviato, gigante al quale spesso non segue alcuna azione. Abulia e indifferenza che lo portano a uscire in strada e sbatacchiare contro le altre persone, chiedendo scusa anziché “uccidere”. E poi l’incontro con un altro vecchio uomo dalle rughe di un matrimonio sfumato, un altro essere umano con cui conversare, nell’intimo di una stanza, dopo essersi scontrati in un fallito tentativo di omicidio. Comunque un inizio. L’autore, Spinazzi, è veneziano, già narratore delle botteghe veneziane in una trilogia di romanzi sempre per Tragopano edizioni, presso la quale sono uscite anche raccolte di racconti e il recente romanzo Clessidra. Qui il focus è sul profilo di un uomo anziano, guasto di ferite relazionali e silenzi interiori oppressivi, saturazione di oggetti e ripetizioni che moltiplicano ossessioni e ricerche di piccole valvole di sfogo nel dettaglio: disprezzo, un calcio, una violenza che chiama altra violenza. Forse allora quel coniglio bianco da inseguire a campo do Pozzi, o il gabbiano di nome Irene da osservare con ritrovata innocenza, chissà...



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