La zecca e la rosa

La zecca e la rosa

C’è Beniamino, un olivo che da una piccola talea fatta in una lontana estatina dei morti, adesso, storto e spelacchiato se ne sta in mezzo ad un filare lontano da casa sua. Curato da tutte le possibili infestazioni e malattie, è cresciuto in una tinozza e per lunghi anni ha regalato, una volta superati i dieci anni, quattro bei barattoli di olive a stagione. Più che una pianta un compagno, un amico, un essere vivente con cui condividere inverni, pensieri, osservatore silenzioso della vita che cambia. Ci sono poi gli abeti che una volta sono stati alberi di Natale, condannati alla cattività, lontani dal loro habitat naturale, dai loro crinali, destinati a morire in giardini troppo caldi e scomodi per l’egoismo delle persone. E le piante di acanto, esibizioniste e lascive, le distese di asfodeli poetici e tragici che rimandano ai Campi Elisi con il loro fascino incontestabile, il biancospino annunciatore della primavera colto e gettato da un ragazzino distratto, il profumo intenso del caprifoglio e l’esuberanza della bouganville di sgargiante bellezza e ancora bombi, acciughe, aquile, buoi, conigli e Frida, la gatta a cui il libro è dedicato che osserva quello che noi esseri umani non riusciremo mai a vedere…

Quello che Maurizio Maggiani offre al lettore è un catalogo di bellezza, una raccolta di saggezza e ricordi che fanno fatica a sbiadire, una somma di rispetto e amore per la natura e chi la abita ‒ un “almanacco delle Creature”, come lui stesso lo definisce ‒ che regala un’esperienza sensoriale in un mondo che forse, almeno in parte, abbiamo dimenticato. Versione in volume della rubrica pubblicata prima su “Il Fatto Quotidiano” e poi sull’inserto domenicale de “Il Sole 24 Ore”, La zecca e la rosa è arricchito dalle bellissime illustrazioni di Gianluca Folì, che riescono a catturare e trasmettere la magia che emerge in modo naturale dai racconti che Maggiani fa della sua terra, del suo orto, dei suoi ricordi e delle creature che li abitano, ricordi in cui riecheggiano canti e filastrocche, rumori e voci che continuano ad esistere incastonate tra le righe.



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