Lady Diana Chronicles

Lady Diana Chronicles
Nell’agosto 1997, in un tragico incidente stradale, perde la vita la Principessa del Galles, Lady Diana Spencer. Il libro ripercorre a ritroso, partendo da quella terribile notte sotto il ponte dell’Alma a Parigi, la vita di una icona intramontabile, riportando episodi, particolari e dialoghi che aiutano a ricostruirne la complessa personalità. Una dolce e modesta - almeno in apparenza - ragazza viene scelta per salire al trono più antico e prestigioso d’Europa: il futuro Re, però, nasconde un segreto: ha una amante che non è disposto a lasciare e ben presto il matrimonio da favola si trasforma in un infelice triangolo. La Principessa, invisa alla Corte ma amatissima dal popolo riuscirà - nonostante amanti, instabilità varie e tanta infelicità – a vincere su tutti rendendo immortale il suo personaggio...
Ha il ritmo di una fiaba rosa – ma con qualche venatura di nero – questo libro scritto da una giornalista che è riuscita a trasformare l’inflazionata biografia di Lady D un romanzo zeppo di personaggi che ricordano un po’ Dickens un po’ una tragedia shakespeariana. Matrigne antipatiche, cortigiani intriganti, servitori infidi, mariti infedeli, amanti squallidi: una vera e propria corte dei miracoli che – con grande abbondanza di particolari, a volte anche inediti – viene descritta in tutta la sua dorata meschinità. Una vita sotto i riflettori, ma anche piena di ombre, quella della timida Diana Spencer, che da maestra d’asilo – seppur di nobile lignaggio – si è trasformata in una icona senza tempo (anche se a dire il vero negli ultimi tempi il suo santino si è un po’ sbiadito). Scelta dalla Regina Elisabetta come moglie del futuro Re Carlo proprio per il suo fare remissivo e per il suo “status” di vergine, Diana ha saputo rivoltare la situazione a suo favore superando in popolarità tutti i membri della casa Reale e suscitando veleni ed invidie a Buckhingam Palace. La 'Principessa del popolo', infaticabile benefattrice e forzata del presenzialismo nascondeva insicurezze e vuoti d’affetto dietro quello sguardo costantemente basso e sfuggente, ma forse proprio con quel suo essere fragile e umana sapeva attirare a sè i cuori della gente. Fu vera gloria? Per saperlo dovremo, forse, aspettare ancora qualche secolo.

 

 

 

 
 
 
 
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