L'amore è sopravvalutato

L'amore è sopravvalutato
L’amore muore, l’amore può anche non nascere, l’amore uccide o strazia di assenza. Una donna ascolta in silenzio il marito che sceglie il colore per le pareti del bagno dopo una notte di discorsi tristi su ciò che li separa, un’altra abbandona il marito scrittore che, di nuovo, vuole lasciarla sola in un fine settimana che avrebbe dovuto essere solo per loro (si sa, il pubblico e la scrittura superano ogni cosa), un’altra ancora assiste impotente alla presa di coscienza di non amare più. Nonostante le illusioni, nonostante i sogni, nonostante i progetti che avevano riempito i primi anni insieme. E una bambina, poi, guarda la madre andare via da un campeggio, con il suo fratellino per mano, e capisce che l’infanzia è finita e dovrà restare con il papà, senza sapere come vivere una realtà che non ha cercato. E le vedove, le donne che hanno perso il loro amore, si trasformano in una razza a parte, in un categoria di donne che il mondo accetta e teme, accarezza e respinge…
Sono brevi racconti, questi. Belli e a loro modo divertenti. Racchiusi in un titolo che rimanda a molto, molto altro. L’amore è sopravvalutato. E’ vero. Il linguaggio immediato e graffiante di Brigitte Giraud racconta con crudezza e a volte con apprezzabile sdrammatizzazione la morte, l’abbandono, la fine squallida dell’amore. E la solitudine dei figli di genitori separati, o la disperazione nascosta nel cuore delle donne a cui la morte ha strappato l’amore. C’è ansia, nella lettura di questo testo agile e scritto bene: l’ansia che ti prende quando capisci che è tutto vero. Che può succedere anche a te, che probabilmente è già scritto nel tuo destino. Anche se il titolo fa pensare a ulteriori sviluppi del concetto di amore-non amore: l’esagerazione che porta a dolore, la perdita di una lucidità che costringe a mettere la vita nelle mani di chi si ama. La tendenza delle donne ad amare totalmente, senza prendersi cura di loro stesse. No, questo non c’è. E in fondo è una piccola delusione, perché quando una donna parla (male) dell’amore, o della sua assenza, ti regala l’illusione di avere capito tutto. Proprio tutto di ciò che hai provato quando hai afferrato il piccolo volume sugli scaffali della libreria.

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