L'amore contro

L'amore contro
Sergio lavora per la Bernet Autoespurgo. E' venerdì, ed è quasi a fine turno. Può cominciare ad assaporare il riposo. Ma in un attimo, tutto ciò che non avrebbe mai osato immaginare accade. La macchina che aspira merda dalle fogne si inceppa e improvvisamente la pompa al posto di risucchiare, comincia inesorabilmente ad espellere, spargendo liquami a raffica per tutta la zona. Lui, nel tentativo di rimediare al danno, viene completamente invaso da quel putridume, che continuerà a fuoriuscire fino a completo svuotamento della cisterna. In quello stato trascina la sua mole sgocciolante verso la casa più vicina, sperando di ricevere aiuto. Ester oramai è quietamente rassegnata. Fa la puttana di sera, a Pontebbana, km diciassette, ma questo non è più un problema per lei, oramai. Il passo più grande è stato ricucire lo strappo delle violenze subite da Adriano – l'uomo di sua sorella Angela - negli anni della sua infanzia. Quel venerdì perciò è tranquilla quando dopo aver sentito scampanellare, si ritrova davanti agli occhi un omone grande e grosso completamente fradicio di disgustosi letami. Ma Ester non rimane colpita dalla sua mostruosità, anzi. C'è qualcosa di inspiegabilmente angelico in quegli occhi, qualcosa che non appena congedato l'uomo, le fa immediatamente sperare di poterlo rincontrare. Angela ha passato la vita a domare il rimorso per ciò che in quella camera sentiva succedere tra sua sorella Ester - poco più che bambina - e il suo compagno Adriano. Ora ha un lavoro che ha tenuto taciuto persino a sua sorella, e ha ancora Adriano al suo fianco e ricordarle inevitabilmente quel passato. O almeno questo è ciò che scrive a Ester nei continui sfoghi epistolari che le due sorelle si scambiano quasi quotidianamente. Adriano quella bambina non l'ha mai dimenticata. Sa il dolore che le ha procurato ma sa anche che lei, in cuor suo, è lui che ha sempre amato. Ecco perché tempesta di telefonate Bernet, il gestore dell'Autoespurgo - che come Ester vive ad Udine - e con il quale spera di barattare un lavoretto in zona, in cambio delle vecchie registrazioni hard tra lui e la sua piccola bambina...
Questo il desolante scenario de L'amore contro, scritto da Covacich nel 2001 per Mondadori e rieditato da Einaudi nel 2009. Una parata di mostri disperanti e disperati, di inquiete solitudini malate che, come attirate dalla forza centrifuga della comune desolazione, finiscono per attrarsi e mescolarsi vicendevolmente, fino quasi a fondersi. Una storia di ordinario squallore girata meravigliosamente bene da un Covacich ispiratissimo, in un nord-est avaro e grigio proprio come i suoi tormentati protagonisti. Un romanzo doloroso, intenso, capace di mostrare senza veli compiacenti la parte più oscura e malata dell'amore.

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