L'anima nera

L'anima nera
Sull'isola di Inverara vivono Red John e sua moglie Little Mary. Sono sposati da cinque anni, ma il matrimonio non è mai stato consumato e la donna arde di una sete d'amore irrefrenabile. Però Little Mary non si sente attratta dagli zoticoni che vivono sull'isola, e sta a poco a poco sublimando la sua voglia di sesso trasformandola in ansia di maternità. Quando però sull'isola arriva Fergus O'Connor, detto Lo Straniero, un misantropo reduce della I Guerra Mondiale in preda a turbe nervose che vive in una casupola isolata, la febbre di Little Mary ricomincia a salire, a bruciare...
In questo romanzo del 1924 Liam O'Flaherty mette molto del suo background, tutto della sua identità di poeta difficile da afferrare e definire, persino qualcosa di autobiografico, oscillando tra romanticismo e realismo, tra naturalismo e misticismo. Ribellione, anticonformismo, denuncia sociale, e persino la mitologia della sua Irlanda si mescolano fino a che è impossibile distinguerle con i ricordi del suo disagio mentale post-bellico, della sua vita randagia, della sua passione politica. Stroncato dalla critica letteraria britannica all'epoca della sua uscita, L'anima nera è invece un romanzo indimenticabile, violento, rabbioso. Una storia di puro rancore (verso le persone, verso i destini, verso i ricordi, verso la vita) su uno sfondo roccioso e selvaggio come una notte di tempesta.

 

 

 

 
 
 
 
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