L'apprendista bardo

Francia, Medioevo. Il Paese è vittima di una maledizione che ha causato una carestia inspiegabile. Il re, attribuendosi la colpa, indice a Parigi un torneo cavalleresco al fine di trovare un degno sposo di sua figlia, incoronarlo e dare così vita ad una nuova discendenza affinché si spezzi questa maledizione. L’unico vincolo per la partecipazione è dato dal sangue: è necessario essere figlio di un nobile o comunque un suo discendente. Ad Arles, capoluogo della Provenza, il prescelto è Raymond, di appena sedici anni. Il ragazzo si sta allenando con suo cugino Gilles, ma con scarsi risultati: non è ancora sciolto nel montare a cavallo, fatica a reggersi sulla sella e, dopo più di un anno, non è migliorato negli esercizi con la spada. Gilles è invece l’opposto: prestante, abile, atletico e possente. Spesso e volentieri si prende gioco di Raymond, schernendolo di fronte agli altri e ripetendogli continuamente che non sarà mai degno di rappresentare la casata al torneo di Parigi, in quanto sicuramente finirà col metterla in ridicolo. Raymond crede a suo cugino, anche perché suo padre non fa nulla per consolarlo, anzi, anch’esso si comporta duramente nei suoi confronti. L’unico momento della giornata durante il quale il ragazzino trova pace è quando riesce a mettere le mani sulla sua arpa e suonare: la musica è per lui una medicina. Ed un giorno, dopo una sessione di allenamento particolarmente intensa e dopo aver ascoltato una conversazione tra suo padre e Gilles, Raymond decide di scappare con la sua arpa: in questo modo sarà per sempre libero di suonare e Gilles prenderà il suo posto al torneo, ricoprendo di gloria la Provenza…

La casa editrice Bookabook è stata creata nel 2014 con il fine ultimo di rinnovare, almeno in parte, l’editoria: ad una prima scrematura qualitativa, operata da editor competenti, se ne aggiunge un’altra fatta dai lettori che offrono una determinata cifra per avere l’anteprima del libro (Bookabook si traduce dall’inglese con “prenota un libro”). Quest’operazione è chiamata reward crowdfunding e permette alla casa editrice di sostenersi economicamente. Delle società del genere esistono sia in Gran Bretagna (Unbound) e in California (Inkshares). Questo fantasy – l’autore lo definisce probabilmente giustamente più uno storico-fantastico – è stato scelto e pubblicato con queste modalità, eppure, sebbene abbia passato non una, ma ben due scremature, presenta diversi punti deboli. Nonostante la trama sia originale nelle premesse, il suo sviluppo nel corso delle pagine lascia infatti molto a desiderare. La rapidità con la quale le azioni si svolgono non permette un’immersione completa nel mondo che l’autore vuole dipingere: i momenti di pausa, riflessione e descrizione (troppo pochi) sono talmente brevi che non consentono la costruzione mentale di un altro mondo, prerogativa questa di ogni fantasy che si rispetti. Si aggiunga a ciò la sterilità dei momenti di climax e suspense: la maggior parte dei colpi di scena è rivolta a risolvere una debole tensione, mai a rinforzarla, minando ogni tipo di credibilità e rendendo prevedibile lo scioglimento della trama. L’autore de L’apprendista bardo, Federico Leonardo Giampà – finalista del Campiello Giovani 2007 con La Nenia del Maestro – dice di essersi ispirato principalmente a Le Cronache di Narnia di Lewis e a La storia infinita di Ende: se da un lato alcuni richiami a questi due capolavori sono presenti, dall’altro la strada da percorrere anche solo per avvicinarli è ancora lunga e perigliosa.

 


 

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