L'araldo della tempesta

L'araldo della tempesta

Massoum Abbasi è un nomade dravhistano abituato al paesaggio arido e riarso del deserto, al silenzio e ad interminabili spazi sconfinati, ma l'unico modo per raggiungere Steelhaven – la più grande città portuale del regno – è sopportare l'odore salmastro del mare ed il rumore incessante delle onde che si infrangono sull'imbarcazione. Tutto, pur di custodire la misteriosa borsa che ha con sé e portare a termine il proprio incarico. Nel palazzo reale, intanto, la principessa Janessa – figlia di Re Cael - prova controvoglia l'ennesimo abito da cerimonia: in assenza del padre, impegnato sul campo di battaglia, solo un matrimonio combinato potrà rafforzare le alleanze ed impedire la disfatta. Dall'alto del promontorio più alto di Steelhaven, nel Tempio dell'Autunno, Kaira, guerriera dell'ordine delle Vergini dello Scudo di Vorena, riceve dalla Madre Superiora un incarico inusuale: scortare il Sommo Abate in arrivo in città per partecipare alla festa di Arlor...
Sono solo alcuni dei personaggi che calcano la scena de L'araldo della tempesta, romanzo che apre la saga di Steelhaven, nata dalla penna dello scrittore britannico Richard Ford. L'immagine iniziale di Massoum che sbarca in città è solo il pretesto per aprire le danze e presentare altri attori protagonisti, ad ognuno dei quali è dedicato un capitolo, che agiscono mossi da interessi e da scopi diversi sullo sfondo della guerra che imperversa sanguinosa. L'utilizzo dei POV – stile George R.R. Martin – sviluppa la narrazione attraverso diverse sottotrame che all'inizio non è semplice seguire, anche se leggendo la storia si intuisce un disegno finale che probabilmente si svelerà nel prossimo capitolo della saga, complice anche la presenza di Massoum, il quale in qualche modo tira le fila della narrazione attraverso piccole comparse sulla scena. Lo stile crudo, le ambientazioni cupe, il degrado e la violenza come condizione quasi naturale del genere umano, l'azione: Ford ha tentato, in parte riuscendoci, una sintesi tra Martin e Abercrombie, esagerando forse nel frammentare la storia, di cui attendiamo il seguito con il secondo volume, The Shattered Crown.

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