L'autopompa fantasma

L'autopompa fantasma
Una casa sorvegliata dalla polizia salta improvvisamente in aria. Nell’incendio l’agente Larsson salva come un eroe numerose persone. Tra i pochi cadaveri viene ritrovato anche il corpo bruciato di Göran Malm. Al commissario Martin Beck la faccenda puzza, dato che lo spacciatore trovato morto sul letto - completamente vestito - è deceduto prima dell’incendio. In più c’è una telefonata sospetta ai pompieri qualche istante dopo l'esplosione della casa che manda l’autopompa a un indirizzo sbagliato e fa rallentare le operazioni di spegnimento del fuoco. Da questi particolari parte una lunga indagine che coinvolge le polizie di Svezia e Danimarca in colpi di scena inattesi, cadaveri scomparsi, personaggi loschi, bombe occultate e intrecci nascosti...
Scritto nel 1969, questo romanzo della coppia che ha fatto nascere il giallo nordico si differenzia dalle prove dei contemporanei 'campioni' del genere Henning Mankell e Stieg Larsonn per l’assenza di tecnologia e di spettacolarità. Qui si punta sull’indagine classica, il poliziesco “collegato al bisogno di indagare il motivo per cui tra le persone sorgono dei conflitti”, come dicono gli stessi autori nell’introduzione. Insomma un giallo critico rispetto alla società, strumento di analisi e non prodotto destinato solamente a passare il tempo. Basati sempre su casi reali, i gialli di Sjöwall e Wahlöö rispecchiano la realtà senza effetti speciali: proprio in questo c’è la sorpresa. Se a tratti la narrazione può sembrare lenta, dopo un po’ di pagine ci si accorge che questo ritmo fa la differenza e crea uno stile personale. In una sorta di neorealismo poliziesco si sottolinea come ‘gli sbirri’ non siano superuomini e come molte volte non servano 007 per risolvere i casi più complicati.

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