Le cicogne nere

Le cicogne nere
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Abdel è un uomo che ha visto la guerra in ogni sua sfaccettatura fin dalla nascita. Eritreo di origine è nato, in realtà, in un campo profughi di Wadsharifi, in Sudan, durante la colonizzazione etiope. Nei primi anni della sua vita nemmeno conosce con precisione la sua età e quando lo chiede a sua madre, ella gli risponde che solo chi non sa davvero quanti anni ha riesce a vivere più a lungo. Abdel conosce l’Africa nel suo spirito più recondito, ne conosce i vari aspetti che mutano a seconda di dove si vive e si stanzia, perché il Continente Nero nasconde, cela e occulta alla perfezione ogni suo mistero o natura reali. Chi va in Africa a tentare di combattere guerre non sue o instaurare una pace che non gli compete finisce con il fallire miseramente. Questo Abdel ha imparato, attraversando su camion pieni di vita e di umanità in fuga le macerie e i fallimenti della Nato o di altre tante associazioni o organizzazioni internazionali. Chi regola e conduce questa umanità in fuga tra strade dissestate e polvere o su scafi vecchi, pericolosi e compromessi non sempre è un uomo cattivo o ricco ma semplicemente una persona disperata che necessita di soldi e di sopravvivere come gli uomini che trasporta. Per questo Abdel guarda al mare come alla terra da persona che fugge e sa che da entrambi può arrivare o la salvezza o altri anni di prigionia. Partendo dal campo profughi di Wadsharifi, Abdel però si salva, pur mettendo a rischio più volte la propria vita, in un esodo tra mare e terra, che ricorda quello delle cicogne nere…

Abdelfetah Mohamed non ha paura a scrivere di sé e della sua vita e lo fa partendo dal titolo di questo lavoro letterario che contiene la parola Hidma che in lingua tigrina vuol dire proprio fuga, un termine che accosta alle cicogne nere, uccelli che vivono spostandosi tra l’Europa e l’Africa. Le cicogne nere nella loro esistenza lasciano molto spesso l’Europa per dirigersi verso il Continente Nero mentre gli uomini che lo abitano si spostano a loro volta verso l’Europa per darsi la possibilità di una esistenza migliore. In questo Le cicogne nere, edito da Istos a fine 2017, ciò che colpisce il lettore è il cambio di registro narrativo che accompagna, ad ogni passo, l’esodo dell’autore e protagonista del libro. Ogni volta che ci si sposta geograficamente da una regione all’altra o da un continente all’altro, la scrittura muta così come lo stile e il linguaggio che da colloquiali, nei primi paragrafi, si fanno più universali e meno intimisti nei capitoli successivi. Una scelta letteraria che diventa un fil rouge che guida il lettore tra i vari momenti della vita affrontati dal protagonista in questo libro. E così dai campi di cotone e dalla polvere del Sudan fino alle coste del nord Africa, per arrivare ai profumi degli agrumi siciliani e poi al freddo nel nord Italia lo stato d’animo del narratore muta insieme a quello del colore e del calore dei posti dove soggiorna. In una fuga che è solo un viaggio verso la vita che ha sempre voluto.



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