Le confessioni di Peter Smart

Le confessioni di Peter Smart
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Immaginate di lasciarvi alle spalle una paradisiaca luce biancastra e di ritrovarvi di botto sdraiati sul lettino malconcio di un ospedale londinese. Di fronte a voi un’infermiera premurosa tenta piuttosto carinamente di farvi riprendere dallo stato di shock in cui vi trovate, mentre un medico tutt’altro che simpatico vi spiega che siete semplicemente un idiota totale, incapace persino di pianificare il proprio suicidio, perché quella sera - ubriachi fradici, tanto per cambiare - vi siete sì imbottiti di tranquillanti, peccato però che fossero di Fu Manchu, il pechinese della vostra insopportabile moglie Nancy. Ed allora questo improbabile quanto capestro ritorno alla vita va celebrato nel migliore dei modi: perché non scrivere le proprie memorie sotto forma di un’autobiografia di un attore fallito? Ecco che sbucano i ricordi, immagini che riaffiorano lentamente: la figura di una madre spietata che non fa che flagellarvi e chiamarvi “caro mio”, un padre taciturno e morto troppo presto, troppo in fretta, e una nonna tanto dolce quanto bizzarra che perde i propri denti tra boccali di birra scura, adora vestirsi di marrone, detesta l’acqua, tiene il camino acceso anche in piena estate ed ha la fissazione per i pidocchi…
C’è voluto un po’ di tempo, precisamente trentatre anni, perché questo fortunato romanzo di Paul Bailey sbarcasse in Italia, approdando direttamente sulle sponde romane della piccola ma attenta Playground, casa editrice dal catalogo contenuto, intimo, ricercato e sempre di qualità. Ed ecco che finalmente anche i lettori italiani potranno conoscere le pagine intrise di ironia de Le confessioni di Peter Smart, un romanzo costruito come una biografia che ripercorre la vita travagliata del suo protagonista, un pivellino adolescente costretto a trasferirsi nelle campagne inglesi per fuggire da una Londra sotto i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Ma in seguito, con l’affacciarsi alla vita adulta e la morte del padre, Peter Smart avrà modo di tornare tra i sobborghi londinesi in compagnia di una madre ipercritica e un buffo e anziano patrigno che lo spronerà a dedicarsi con successo al teatro - una professione sempre incerta, quella dell’attore, e sempre ricca di strani e improbabili incontri. E così tra scene traboccanti di nero umorismo e catastrofi che riescono spesso a strappare un sorriso, alle volte amaro, Peter Smart approfitta delle pagine di questa biografia per raccontarci la sua vita, e certo non concedergli attenzione sarebbe un grave errore.

 

 

 

 
 
 
 
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