Le cronache del ghiaccio e del fuoco - Il trono di spade

Le cronache del ghiaccio e del fuoco - Il trono di spade

Nei Sette Regni, dove le stagioni possono durare anni, Eddar Stark (Ned) lord di Grande Inverno, accoglie la visita inaspettata di Re Robert Baratheon, accompagnato dalla moglie Cersei di casa Lannister, i  tre figli (Joffrey, Myrcella e Tommen), i fratelli della Regina (Jaimie chiamato Lo Sterminatore di Re e Tyron, detto il Folletto) e parte della corte. Durante il breve soggiorno, il Re informa Ned che ha intenzione di nominarlo Primo Cavaliere del Re dopo la morte improvvisa di Jon Arryn (cognato di lady Catelyn, moglie di Ned). Una proposta che Eddard vorrebbe rifiutare perchè la sua vita è lì, fra i ghiacci di Grande Inverno, in compagnia delle persone che ama. Dovrà comunque accettare di lasciare gli affetti e trasferirsi ad Approdo del Re, soprattutto dopo che un messaggio recapitato dalla sorella di Catelyn lo informa che probabilmente Jon è stato assassinato dai Lannister. Spinto dall’onore e dal dovere, Ned parte alla volta del Sud portando con sé le figlie Arya e Sansa (promessa sposa al giovane erede Joffrey Lannister); il più piccolo Rickon e il più grande Robb rimarranno a Grande Inverno con la madre. Il figlio bastardo Jon viene inviato sulla Barriera a prendere il nero ed entrare nella confraternita dei Guardiani della Notte. Bran, che avrebbe dovuto partire con il padre, è vittima di un tentato omicidio, spinto giù dalle mura della fortezza perché testimone involontario di un rapporto incestuoso tra la Regina ed il fratello Jaimie e di una conversazione che riguarda forse la morte di Jon Arryn... Sempre nel freddo Nord, al di là della Barriera - una muraglia di ghiaccio altissima, eretta a protezione del Regno - presenze inquietanti si aggirano all’interno della Foresta Stregata: esseri soprannaturali non-morti che alcuni ritengono ancora solo un mito... Nel frattempo, nella lontana città libera di Pentos, il crudele Principe Viserys Targaryen (ultimo erede di casa Targaryen) concede in sposa al guerriero Dothraki Dogo la giovanissima sorella Daenerys, sperando di utilizzare le armate del futuro cognato per sconfiggere re Baratheon e sedere sul Trono di Spade spodestando colui che ritiene un usurpatore...

“Quando si gioca al gioco del trono, o si vince o si muore. Non esistono terre di nessuno”. In questa breve frase, sussurrata da Cersei Lannister ad Eddard Stark nel Parco degli Dei, è condensato il nucleo narrativo della vicenda portata in scena da Martin. Il conflitto, sia esso banalmente fisico o interiore, pervade e travolge le vite di tutti, dal Re al popolano. Eddard Stark, lord di Grande Inverno simbolo di moralità, ha condotto tutta la sua esistenza mettendo al primo posto ciò che è giusto e comportandosi sempre con lealtà e sincerità; si ritrova a scontrarsi con personaggi ambigui e malvagi - che certamente non condividono i suoi stessi principi morali - pur di aiutare l’amico Robert (un re irresponsabile e schiavo dell’alcol) a restare sul trono. E sarà proprio “la follia della misericordia”, il suo estremo senso di pietà e carità che decreterà la sua fine. Lady Catelyn, sua moglie, drovà repentinamente lasciare la tranquillità e gli affetti di Grande Inverno e – combattuta fra famiglia e dovere – cercherà di dare il suo contributo alla battaglia del figlio Robb. Arya Stark, meno attraente della sorella Sansa, è diversa dalle fanciulle del suo tempo: preferisce imparare a combattere o trascorrere giornate intere a giocare con il garzone del fornaio, mentre l’etichetta le impone lunghe sedute di ricamo e vestiti non adatti alla sua esuberanza. Anche lei – spesso perseguitata dalla mala sorte – dovrà guadagnarsi tutto con immensa fatica. Persino Tyrion, pur essendo un rampollo di casa Lannister, è emarginato dai suoi perchè affetto da nanismo e troppo debole per combattere. Eppure “Il Folletto” fa di questo difetto un punto di forza; cultura e astuzia lo aiuteranno nella sua personale guerra contro una società a lui ostile. Ma è Daenerys Targaryen l’esempio più evidente del conflitto che aleggia denso e pesante nel mondo di Martin. Fragile e completamente sottomessa al fratello, Dany affronterà prove durissime, ma riuscirà alla fine a radunare un esercito tutto suo diventando completamente indipendente dagli altri. Non stupisce che Martin sia acclamato come il maestro del fantasy americano e che abbia accumulato premi letterari illustri (dal Nebula all’Hugo, solo per citarne alcuni). Completamente immersi nella storia che ci racconta – spesso cupa e per niente confortante, fatta di eroismo e nobiltà, ma anche di crudeltà ed ingiustizia – osserviamo ipnotizzati la realtà attraverso un magnifico prisma dalle mille facce, una per ogni personaggio che cavalca la scena. In ogni capitolo (che per altro porta il titolo di uno dei protagonisti, ad eccezione della Regina Cersei Lannister che conosciamo solo attraverso i capitoli dedicati ad altri) gli eventi sono descritti in base al particolare punto di vista del personaggio di turno; conosciamo attraverso i suoi occhi e i suoi pensieri; carpendone le intenzioni e le motivazioni, percependone persino i sentimenti, ritrovandoci – in alcuni casi – a soffrire per la sua caduta o a preoccuparci per il suo destino. Ed è forse proprio questo il segreto del Il trono di spade: gli elementi sociali-politici e il sistema gerarchico sono certamente diversi dai nostri, ma l’aria che si respira ci è molto familiare. Ned, Arya, Jon, Tyrion, Cersei e tutti gli altri – spesso malinconici e tristi – sopravvivono in un mondo instabile, in cui virtù e giustizia non garantiscono necessariamente una ricompensa né tantomeno la felicità, in cui l’egoismo spesso prevale anche se nascosto dietro alla maschera di  ideali o interessi più alti. È per questo, ancora, che troverete impossibile staccare gli occhi dalle oltre ottocento pagine di questo primo volume della saga: perché sarete travolti dalle vicende dei protagonisti; soffrirete con loro e gioirete nei momenti di vittoria, ma soprattutto sarete costretti a guardare anche in voi stessi. E non è detto che quello che vedrete vi piacerà.



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