Le donne di al-Basatin

Le donne di al-Basatin

Tawfiq torna a Tunisi dopo cinque anni di assenza. È sposato in Francia con Catherine e insegna in un liceo, ma quando può torna volentieri nella sua Tunisia per vedere i suoi fratelli. Ad ogni viaggio può misurare l’evolversi del rapido cambiamento che sta vivendo il suo paese. La Tunisia prima della rivoluzione dei gelsomini. La prima lampante novità è che Yusra, la moglie di suo fratello Ibrahim, ha deciso di indossare il velo. Non se lo aspettava. Tutta la città sembra aver preso una piega conservatrice. La preghiera del venerdì è divenuta una sorta di dovere sociale per cui se non si partecipa si viene stigmatizzati; le donne che mostrano, sin dal vestiario, l’indipendenza di scegliere altri codici etici sono immediatamente censurate dalla società. C’è una coltre di conformismo che da un lato sembra rassicurare la piccola borghesia, sempre più ferma davanti alla televisione e sempre più incantata dai modelli di consumo europei; dall’altro lato quel conformismo sembra nascondere e reprimere istinti peccaminosi e inconfessabili. Nelle sue passeggiate per una Tunisi che cambia, Tawfiq misura il suo rapporto con l’altro sesso attraverso gli incontri con tre donne: Yusra, Leila, e Naima. Ognuna incarna un modo diverso di vivere la propria femminilità, ognuna interroga in modo diverso la sua virilità in bilico fra il legame con la terra d’origine e l’adesione ai modelli della terra d’adozione…

Sin dal suo arrivo a Tunisi, il protagonista è risucchiato in un vortice di pulsioni etico- politiche che vengono esplicitate quasi sempre attraverso il canale erotico. I cambiamenti sociali si misurano, per così dire, sul corpo delle donne e sul discorso che la società sviluppa su di esse. Habib Selmi, i cui romanzi parlano spesso dei rapporti fra la Francia e la Tunisia attraverso personaggi sospesi fra questi due mondi, qui conduce una riflessione sul complesso gomitolo che intreccia la sfera erotica, quella sociale, quella religiosa e quella economica. Nella società dei consumi, i beni sono indicatori immediati dello status economico, il corpo è sovraesposto nell’immaginario, ma rimosso dalla realtà attraverso il velo e le stringenti convenzioni sociali. Il che genera profonde paludi di frustrazione, di insoddisfazione, di ipocrisia. Uomini abituati a consumare il corpo delle prostitute, si fanno orgogliosi per aver fatto arrestare una “puttana” del loro quartiere, difendendo così agli occhi delle loro mogli velate l’onorabilità dei loro spazi e dei loro comportamenti. Il romanzo descrive un processo sociale avvenuto nella Tunisia degli ultimi anni, ma diffuso anche in diversi altri paesi, nei quali il discorso religioso entra sempre più sottilmente nel discorso politico e cambia la sensibilità etica e comportamentale della società. Un discorso che si genera nel punto di intersezione fra economia liberista, conservatorismo sociale e conformismo dei costumi.



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