Le donne di casa Blackwood

Le donne di casa Blackwood

Lilly ha nove anni. Da quando ha iniziato ad avere coscienza di sé, ricorda di essere sempre vissuta nella soffitta di casa Blackwood. Un piccolo spazio con un’unica finestra impossibile da aprire e protetta da una inferriata che alla bambina sembra un groviglio di serpenti che la tiene lontana da quel mondo che a lei è sempre stato precluso. Una sera però riesce ad allungare lo sguardo fino al limitare del bosco: laggiù – con il cannocchiale che le ha regalato il papà – osserva una sfilza di luci blu, rosse, gialle e verdi e ancora bandierine appese ovunque e tendoni colorati. Corre, con l’aria che sembra non volerle entrare nei polmoni tanto è agitata, alla libreria e tremando afferra il suo libro preferito sfogliandolo con frenesia. Ha ragione! È un circo! Come le piacerebbe per una volta poter uscire e vedere quello spettacolo da vicino! Ma il suo mondo, da nove anni, è quello: la cameretta in soffitta, la gatta Abby come unica compagnia, la sedia a dondolo, l’orsacchiotto in pezza e i libri che le ha regalato il padre (“Mi chiedo cosa farebbe la mamma se scoprisse che invece di quella noiosa, vecchia Bibbia leggo i libri di papà”), le sbarre a protezione della sola finestra e nessuno specchio. Perché non poteva guardarsi e perché nessuno poteva sapere della sua esistenza? “La mamma aveva i capelli biondi e ondulati, e la pelle rosa; papà aveva baffi e capelli neri, pelle abbronzata; mentre la sua pelle era bianca come il borotalco, e i capelli lunghi e lisci avevano il colore e la consistenza delle ragnatele. Era come se Dio si fosse dimenticato di darle un colore. Era questo a renderla un mostro?”...

Dopo il successo de La stagione dei ricordi perduti, esordio narrativo ispirato ad una storia vera e omaggio alle sue origini tedesche, Ellen Marie Wiseman torna con altre due figure femminili protagoniste di un lungo racconto che si snoda tra i primi anni Trenta e la seconda metà del secolo scorso. Una storia cruda, di una ragazzina venduta ad un circo per quattro soldi da una madre che l’ha segregata in una soffitta umida e buia per i primi suoi nove anni di vita; e quella della diciannovenne Julia che – circa vent’anni dopo i fatti narrati - riceve in eredità casa Blackwood, per lei solo luogo di ricordi infelici. Ad esse si aggiunge la terza figura femminile, quella di Coralline Blackwood, donna-padrona rigida ed ossessionata dalla religione che con la sua crudeltà sarà la causa della sventura di Lilly. Un romanzo che si legge d’un fiato grazie anche all’alternarsi dei due POV (quello di Lilly e quello di Julia), ma che è anche crudo e duro da digerire in molti passaggi in cui la violenza sulle persone lascia lo spazio ad inutili crudeltà (forse descritte con eccessiva dovizia di particolari) sugli animali del circo. Rapporto tra madri e figlie, fanatismo religioso, crudeltà sugli animali, ma anche amore e speranza si fondono in questo splendido romanzo il cui finale, se pur desolante, offrirà una possibilità di rinascita ad almeno una delle due protagoniste: sta a voi scoprire quale.



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