Le due città

Le due città

“Ritornato in vita”: è questa la risposta che il signor Jarvis Lorry dà al messaggero Jerry, che sfidando la tempesta e le strade rese impraticabili dal fango, spinge al limite la sua cavalla e ferma la diligenza proveniente da Londra per consegnargli un dispaccio prima che arrivi a Dover. Raggiunta la cittadina portuale il signor Lorry, che lavora per la banca Tellson e intrattiene affari tra Londra e Parigi, si appresta ad attendere la signorina Lucie Manette, un’orfana di diciassette anni sotto la sua tutela. L’incontro si rivela ben ricco di emozioni per l’uomo, nonostante dichiari quanto egli si senta solo una macchina nell’eseguire gli incarichi che la banca gli affida, eppure il legame con la ragazza è subito evidente, i ricordi di un passato condiviso si fanno avanti. Con pazienza e parole che la spronano a essere forte, l’uomo svela alla giovane la ragione del loro prossimo viaggio verso Calais, poi Parigi: il padre di Lucie, che lei non ha mai conosciuto e che la madre ora scomparsa le disse essere morto, è stato trattenuto prigioniero in tutti quegli anni alla Bastiglia. Il dottor Manette, per ragioni inspiegabili come quelle che hanno portato alla sua cattura e incarcerazione, oggi è libero, nascosto a casa di un amico e aspetta che la ragazza e il signor Lorry vadano a prenderlo per condurlo in Inghilterra, al sicuro. Nessuno può immaginare in che terribili condizioni si trovi, fisiche e psicologiche, questo il banchiere lo mette in chiaro affinché la ragazza si prepari a sopportarne la vista, ma ancora più importante è non cercare mai, per alcuna ragione, di scoprire cosa sia accaduto diciotto anni prima e chi abbia agito in modo così crudele. Qualunque indagine sarebbe inutile e persino pericolosa…

Charles Dickens considerò sempre Londra il centro del mondo, nessuna città europea la eguagliava. In questo suo romanzo scritto a carriera avanzata e quando aveva accumulato le esperienze di una vita, traspare una visione malinconica e un po’ decadente, il fatto che sia ambientato durante uno dei periodi più significativi e sanguinari della storia umana accentua certe cupe atmosfere. Londra e Parigi, due città diverse e distanti, ma nonostante egli non abbia compreso lo spirito di Parigi, le pagine che le dedica sono intense e vivide. Leggere Thomas Carlyle ha influenzato Dickens nella stesura di questo romanzo dedicato alla Rivoluzione francese, secondo G. K. Chesterton è stato il suo unico punto di riferimento e non si è mai preoccupato di attingere a fonti diverse. Nonostante i limiti ha saputo capire e raccontare la ribellione di un popolo di fronte all’ingiustizia sociale, da lui detestata in tutte le sue forme. Le due città (noto in Italia anche come Racconto di due città o Una storia tra due città) venne pubblicato in fascicoli nel 1859 sulla rivista “All the year Round” e segue gli eventi che hanno condizionato la vita di diversi personaggi nel corso degli anni e presenta pagine struggenti di dolore, amore, abnegazione filiale. La figura bellissima e innocente di Lucie Manette affascina e muta il destino degli uomini che da lei sono affascinati. Come molte delle figure femminili dei suoi romanzi è una giovane donna incapace di provare sentimenti negativi, predisposta al sacrificio e a riversare amore su chiunque, anche sugli spiriti tormentati. Chissà che penserebbe oggi Charles Dickens se sapesse che questo suo romanzo ha venduto oltre duecento milioni di copie.



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