Le irregolari - Buenos Aires Horror Tour

Le irregolari - Buenos Aires Horror Tour

Gli scrittori, si sa, sono creature inquiete, spesso sospinte da un’inspiegabile esigenza di fuga, di viaggi, di incontri. A volte per connaturata irrequietezza, altre volte per riallacciare fili lontani e provare a far tacere antichi tarli. Probabilmente è per una di queste ragioni che lo scrittore Massimo Carlotto si reca in Argentina sul finire degli anni novanta. Già il portiere dell’albergo, al momento di registrare il suo nome, si rende conto che quello non è un qualsiasi turista. E forse è per questo motivo che, con gentile determinazione prende la guida turistica dalle mani dello scrittore e la butta nel cestino dei rifiuti. “Questa non le servirà più”, gli dice, accompagnandolo verso un grande autobus vuoto. Carlotto comincia così il suo Buenos Aires Horror Tour. È un giro turistico molto speciale, attraverso il quale è possibile visitare i bar, le case, le scuole, i palazzi da cui sono stati rapiti i giovani durante la dittatura argentina. L’autista ricostruisce in questo modo la vita e le storie delle migliaia di desaparecidos, dei quali ancora oggi non si conosce la sorte. È un viaggio che potrebbe non finire mai. Ma cosa ci fa lo scrittore Massimo Carlotto in Argentina? È arrivato per ricostruire la vita di suo nonno, un anarchico vicentino che si imbarcò per l’Argentina nel lontano 1886, quando aveva diciannove anni. L’uomo rimase in America latina alcuni anni e tornò in Italia all’inizio del novecento. Per tutta la vita si rifiutò di parlare dell’Argentina e Carlotto vuole scoprire le ragioni di questo silenzio. Pensa di fare delle ricerche nelle biblioteche e negli archivi storici ma non sa ancora che, venuto a Buenos Aires per ritrovare una storia, in realtà ne incontrerà molte altre. È ancora il portiere dell’albergo a rivelargli che il suo cognome è lo stesso della presidente delle Abuelas, le Nonne di Plaza de Mayo, che hanno la loro sede proprio dall’altra parte della strada. Sarà questa straordinaria coincidenza a rappresentare una svolta nel viaggio dello scrittore, il quale – dopo non pochi ripensamenti – decide di attraversare la strada per andare a conoscere Estela Carlotto. I due scopriranno in effetti di essere lontani parenti e, da questo momento in poi, Carlotto fa conoscenza con tutti i volontari che si occupano di ritrovare i figli strappati alle giovani coppie di desaparecidos e dati in adozione alle famiglie dei militari...

Il libro è il racconto di una generazione scomparsa, mantenuta in vita dall’impegno delle mamme e delle nonne che lottano affinché i responsabili di questi crimini orrendi vengano puniti. Un libro che sembra un romanzo, fatto però di persone vere, di storie e continenti che si incrociano, dimostrando come, in modo profondo e misterioso, tutti gli esseri umani sono collegati fra loro da fili sottili, fili che a volte – grazie all’impegno e alla solidarietà – possono diventare molto solidi e ben visibili.



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