Le luci nelle case degli altri

Le luci nelle case degli altri
Maria è un'amministratrice di condominio decisamente fuori dal comune: è giovane, svampita e piena di voglia di vita e da quando ha trasformato le riunioni in sedute psicologiche di gruppo non c'è un abitante della palazzina di via Grotta Perfetta 315 che non abbia preso a volerle bene. Così quando la ragazza perde la vita in un tragico incidente di motorino e lascia sola la figlia di soli sei anni, Mandorla, sono loro che decidono di farsene carico. Ma quella che era iniziata come un'opera di bene si trasforma in un vero e proprio dramma collettivo quando spunta fuori una strana lettera, lasciata da Maria alla sua piccola, dove le svela cosa è successo la notte in cui è stata concepita. Non si trattava di un astronauta, come le ha sempre raccontato, e nemmeno di un tizio di passaggio, come ha fatto credere a tutti: il padre è lì, tra loro, è un condomino con cui una sera “per noia o per curiosità” la ragazza ha fatto l'amore. Il panico li afferra tutti: non c'è nessuno che giurerebbe il partner innocente: che si tratti dell'ingegner Barilla, stimato professionista, o di Samuele Grò, che vive nel suo mondo, nessuna si crede al sicuro. Persino Paolo dubita del suo compagno Michelangelo: sarà pure omosessuale ma era anche il miglior amico di Chiara e si fa presto a confondere l'affetto con l'attrazione. Senza contare Lorenzo Ferri, lo scrittore impenitente e mezzo drogato, il cui debole per le belle donne è cosa nota soprattutto alla sua compagna, Lidia. Così, per non distruggere nessuna famiglia, i condomini stringono il loro personale patto d'acciaio: non faranno il test del Dna e cresceranno Mandorla a turno, un po' per uno. Ad adottarla legalmente sarà la signorina Tina Polidoro del primo piano, una vecchia zitella che non ha un affetto al mondo se non un suo ex alunno balbuziente che la viene a trovare ogni giovedì. E così Mandorla cresce, sballottata da un piano all'altro, da una dinamica familiare all'altra, tra il dolore per la perdita della madre e il buco nero della mancanza perenne di un padre. E quando finalmente viene a sapere che lui vive lì, vicino a lei, scoprire chi è diventa la sua ossessione. Almeno fino all'arrivo dell'adolescenza, quando è il figlio minore dei Barilla a trasformarsi nel suo chiodo fisso: il suo amore non ricambiato la porta a fidarsi di un tipo poco raccomandabile e a finire in prigione, nella notte interminabili da cui ci racconta la sua storia... 
Con uno stile personale, che sa toccare il cuore delle cose e l'anima delle persone, Chiara Gamberale intreccia sapientemente una vicenda che ha dell'incredibile ma mai dell'inverosimile: perché anche nella realtà le luci nelle case degli altri sono sempre imperscrutabili e nessuno può dirsi di conoscere davvero chi ha accanto. Ognuno cerca di dominare come può questa solitudine esistenziale: alcuni si inventano amici immaginari, come la signora Tina, altri come Caterina Grò cercano di tenere tutto sotto controllo, i sognatori come Lidia utilizzano le parole per ricostruire la realtà e darle un senso. Gli esseri umani sono un pozzo nero di cui non si scorge il fondo ma dove bisogna immergersi, ché vale la pena avvicinarsi il più possibile al mistero delle vite altrui, sporcarsi coi sentimenti, lasciarsi andare alla vita. Lo scopriremo insieme a Mandorla, immergendoci con lei nel flusso dei suoi ricordi, arrivando ad affezionarci ai personaggi che dipinge la Gamberale, così reali da poter giurare di averli conosciuti una volta o d'averli per lo meno incrociati alla fermata del metrò.

 

 

 

 
 
 
 
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