Le meraviglie del Duemila

Le meraviglie del Duemila
L'isola di Nantucket non è certo meta di turisti in cerca di spiagge, in quel periodo dell'anno. Eppure qualcuno sbarca dal piccolo mercantile appena attraccato nel porticciolo. Un bel giovane dal vestito elegante, l’aria da gran signore. Ha lo sguardo spento. Tutto nel suo incedere e nel suo modo di fare sembra evidenziare una grave afflizione. Sguardo basso, inerte ai particolari della piccola spiaggia silenziosa e tranquilla. Spalle scivolate, mani sprofondate nelle tasche su misura dei costosi calzoni. Lo spleen, il male della gioventù scaturito da questo nuovo secolo, sembra possederlo irrimediabilmente. Perfino le mille luci di New York nulla hanno potuto contro questo male strisciante. Il giovanotto se ne è stancato troppo presto, eccolo a bighellonare in una grigia mattinata lungo una spiaggia vuota attaccata ad un piccolo borgo di pescatori...
Romanzo pubblicato nel 1907 sotto lo pseudonimo di Guido Altieri, Le meraviglie del Duemila contiene già in forma matura molte delle tematiche care alla fantascienza. Il viaggio nel tempo, le meraviglie tecnologiche, immaginare il futuro. C'è quasi tutto, in fondo, tranne proprio il termine "fantascienza" (coniato da Hugo Gernsback nel 1929 come "science fiction")! C'è Salgari però, con la sua visione avventurosa e il rigore per la documentazione. Un Salgari che non ti aspetti, capace di vedere le ombre e predire il fosco. Il suo Duemila è pieno di meraviglie sociali e tecnologiche non del tutto positive. La sovrappopolazione causa qualche problema alimentare, il terrorismo mina la stabilità sociale, l'inquinamento elettromagnetico incide sulla salute psico-fisica delle persone. Non è tutto rose e fiori, insomma. Con buona pace dei futuristi che, già dal 1909, tenteranno di fare di questo romanzo una sorta di icona del loro movimento. L'autore guarda al futuro con occhio ottimista ma al contempo critico, non ne risparmia al lettore le contraddizioni e l'impatto deleterio che una simile società può avere sull'individuo. Un "On the rocks" con ampio retrogusto amaro.

 

 

 

 
 
 
 
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