Le notti blu

Le notti blu

Michele ha lasciato Genova per New York molti anni prima, per diventare docente universitario di Economia. Non se n’è mai pentito. La moglie Larissa lo ha seguito, e per un certo periodo anche il figlio Mirko, che fin da bambino era appassionato per i sassi e la loro storia, per le montagne. Mirko si era iscritto a Geologia contro il parere di tutti, e terminato il PhD era conteso, letteralmente, dal Lamont-Doherty Earth Observator e dalla National Science Foundation. Poi Mirko ha conosciuto Caterina, e per lei è tornato a Genova accettando un impiego in Regione. La sera di un 31 dicembre Caterina è rientrata a casa, Mirko aveva ingerito quante pillole bastavano per non essere salvato. Nessuno ha mai compreso il perché, ciascuno è tornato alla propria vita, per quanto possibile.Cinque anni dopo, Caterina trova una lettera che per tutto quel tempo era rimasta nascosta chissà dove: è di un avvocato, a Courmayeur vive una donna il cui figlio è probabilmente anche figlio di Mirko. Il ragazzo partiva spesso, da solo, per camminare tra le sue amate montagne. Nessuno sapeva, o anche solo sospettava, che ci fossero altre ragioni. Michele, Larissa e Caterina reagiscono in modi diversi a questa notizia. Che fare? Incontrare quella donna, capire se dice la verità? Andare fino in fondo? Non hanno ancora deciso se e come proseguire, ma prenotano comunque due stanze d’albergo per la Valle D’Aosta…

Le notti blu parla di decisioni da prendere. I personaggi sono costretti a prenderne molte, a causa degli eventi che toccano le loro vite. Chi legge, è inevitabile, è spinto a domandarsi cosa farebbe al loro posto. Se fossi Larissa, avrei seguito mio marito in un Paese lontano, per fare la moglie e basta per il resto della vita? Se fossi Mirko, avrei rinunciato a una carriera che sogno fin da bambino per amore di una donna che non mi avrebbe seguito fin lì? Se fossi Michele, vorrei conoscere un bambino che forse è mio nipote? Le decisioni nascono spesso dall’istinto, dall’emotività, questo ci hanno insegnato. L’autrice ci racconta invece, tramite lunghe divagazioni, che l’economia può spiegare perché scegliamo ciò che scegliamo. Il romanzo inizia con una conferenza di John Nash (lo studioso diventato celebre anche per la sua schizofrenia e il film A beautiful mind, ndr), che vinse il Nobel formulando la teoria dei giochi. In due parole: ciascuno compie la migliore scelta possibile per sé, ma tiene anche conto delle possibili scelte delle sue controparti, che non può sapere a priori, e delle loro conseguenze sul proprio guadagno. L’equilibrio familiare, uno dei più delicati che esistano, può essere spiegato anche secondo questi modelli. Una soluzione semplicistica? Forse, ma non per questo meno meritevole di considerazione.



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