Le pancine d’amore

Le pancine d’amore

Che ogni mamma abbia dei momenti in cui è certa di avere compiuto un miracolo con la sua gravidanza, come se non fosse un processo naturale che va avanti dall’alba dei tempi, è abbastanza comprensibile. Ma avreste mai pensato che ci sono mamme che fanno dolci e formaggi col latte da loro stesse prodotto? O che ci siano donne che creano “gioielli” con la placenta? Solo per fare due esempi clamorosi. Gruppi segreti segretissimi sul social diciamo più popolare, Facebook, in cui le “Pancine” (così si chiamano fra loro) si consultano si consigliano sui più svariati argomenti. “Di mamma in mamma. Un consiglio in anonimo? Ok sono pronta. Sbrinando il frizer ho trovato il mio latte quando allattavo nel 2015. Mi dispiace buttarlo… cosa posso fare? Grazie a chi risponde senza dire stupidinate grazie”. È un vero post datato 2017 (“stupidinate” è perché le Pancine tipicamente non dicono parolacce), ed è solo uno dei tanti, anzi uno dei più “normali”. Ad ogni screenshot, con ovviamente i commenti delle altre Pancine, segue l’intervento del Signor Distruggere, non ne riporto altri perché il blog è seguitissimo e noto anche a chi non ha profili social. L’elenco delle categorie in cui sono suddivisi i post è sufficiente credo a farsi un’idea precisa. Oltre a “La nouvelle cuisine” (immaginate cosa si cucina) abbiamo “I giorni della rugiada” (così le Panncine chiamano il ciclo), “I malefici dell’invidia” e qui io mi fermo. Ma lui no…

Vincenzo Maisto è un blogger salernitano da oltre un milione di follower. Ha colto un disagio insospettabile, un numero incredibile di donne che affrontano la maternità in modo perlomeno discutibile. Normale che una madre giudichi la sua gravidanza come un momento sacro, mi direte, ma le cosiddette Pancine vanno oltre. Il livello di istruzione di queste mentecatte ‒ perché poi è giusto chiamare le cose col loro nome ‒ è paragonabile a quello di un’ameba ciliata, i loro orizzonti difficilmente vanno oltre il perimetro domestico (incluse le servitù di passaggio, ossia i luoghi frequentati per convenzione dalla famiglia) e per loro il resto del mondo si divide sostanzialmente in due categorie: loro e gli altri (che sono principalmente donne), che hanno come unico scopo quello di invidiarle e/o concupirne i legittimi consorti. Sono incluse le suocere che desiderano solo riprendersi il loro cucciolo e gli altri uomini, che ovviamente non hanno altro intento che sedurle. Maisto è geniale nell’esaminare i post e rapportarli al mondo reale con una ironica ferocia, che d’altra parte è l’unica reazione concepibile quando smetti di ridere e ti rendi conto che le Pancine vivono hanno procreato e si accingono ad educare i loro figli, e hanno diritto di voto sul tuo stesso pianeta. Una cosa mi ha turbato non poco: il fatto che la maggior parte dei post ‒ che, ricordiamolo, sono richieste di aiuto e condivisioni di momenti estremamente intimi ‒ iniziano con richiesta di anonimato e si concludono con la categorica richiesta di non emettere giudizi. Che in fondo le Pancine siano consapevoli di vivere in un mondo parallelo? Ai posteri l’ardua sentenza.



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