Le perfezioni provvisorie

Le perfezioni provvisorie
L’avvocato Guido Guerreri riceve una telefonata dall’amico civilista Fornelli. Una coppia di suoi clienti gli ha chiesto un penalista per indagare sulla scomparsa della figlia. I signori Ferraro sono consumati dalla scomparsa di Manuela: la ragazza ha fatto perdere le sue tracce dopo aver trascorso un weekend con gli amici in un villaggio di trulli a Ostuni. Dopo essere probabilmente salita su un treno per Bari, non si hanno più tracce dei suoi movimenti. Guerreri parte con questi pochi elementi a ricostruire la reta di amicizie e amori che la giovane ragazza aveva intessuto affinché le indagini non vengano archiviate. Indeciso se accettare o meno l’incarico, tenterà di sbrogliare la matassa apparentemente troppo ingarbugliata seguendo il più classico dei percorsi investigativi. Tra un allenamento di pugilato e una passeggiata notturna per le periferie di Bari, riuscirà l’avvocato a risolvere il caso? Che intenzioni ha la bella e intraprendente Caterina, migliore amica di Manuela, quando tenta di abbordare con il suo fascino e con qualche camicetta troppo sbottonata il protagonista?
Carofiglio si riconferma un talento della giallistica contemporanea italiana. Al quarto caso ci si è ormai affezionati alle manie dell’avvocato Guerreri. Fra i personaggi che accompagnano Guerreri rispunta Nadia, ex prostituta titolare di un locale gay che i fan dello scrittore barese ricorderanno in un cameo in A occhi chiusi. I cliché dei ricordi di gioventù con gli amici dell’università, la personalità un po’ scontrosa e malinconica da hard boiled americano, le citazioni pop da film, libri e dischi, e una confidenza immediata con il lettore fanno di questo personaggio una certezza consolidata nel panorama della narrazione investigativa del Bel Paese. Anche se a molti le vicende legate alla prostituzione pugliese potranno suonare con una vis polemica da collegarsi inevitabilmente ai piani alti dell’amministrazione pubblica di turno, il libro si legge tutto d’un fiato e Carofiglio è bravo a intervallare l’azione con le visioni del suo avvocato, la suspence con le divagazioni che descrivono il cambiamento del capoluogo pugliese. Guerreri ha tutte le carte in tavola per diventare il nuovo Montalbano. Aspettiamo con impazienza produttori lungimiranti.

 

 

 

 
 
 
 
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