Le pergamene di Sertorio

Roma, I secolo dopo Cristo. Il principe Traiano ha convocato Plutarco al palazzo imperiale; lo ha fatto tornare dalla Cheronea perché necessita del suo talento di scrittore, biografo e storico. In Spagna sono state trovate delle preziose pergamene scritte direttamente da Quinto Sertorio, un famoso politico e condottiero vissuto a cavallo tra il II e il I secolo avanti Cristo. Traiano vuole che Plutarco metta ordine in quei documenti, anche se lo scrittore è titubante, dato che la figura di Sertorio è legata alla ribellione delle Spagne contro Roma, nonostante lo storico Sallustio, nelle sue Historiae, lo tratteggi come un grande e sfortunato condottiero. Così Plutarco si trova davanti a un documento che dimostra la grandezza di Sertorio, autore di un’autobiografia simile ai Commentarii di Cesare, che parte dalla morte di suo padre, un sutor , un calzolaio, e tocca tutti i punti salienti della sua vita. Dagli studi a Nursia all’arrivo a Roma, dove si farà notare per le sue capacità oratorie e retoriche; dai rapporti con il pedagogo Filostrato all’amore per la libertina Flavia; dall’avvento di Lucio Cornelio Silla alla guerra civile in cui si schiera con Gaio Mario. Fino al suo tentativo di marciare contro Roma, non per abbattere la Repubblica ma per debellare definitivamente il germe della corruzione che sta mutando il mos maiorum . Un’impresa difficile, folle, che viene fermata da un infame tradimento…

Le pergamene di Sertorio è un romanzo storico atipico, che ha come protagonista un personaggio romano spesso dimenticato dalla storiografia. Attraverso l’espediente narrativo dell’autobiografia, Nelson Martinico, pseudonimo dietro al quale si cela l’identità di Giuseppe Elio Ligotti, costruisce un romanzo che ripercorre le tappe della vita di Sertorio, riportandoci in quell’epoca tardo-repubblicana degli scontri tra Mario e Silla che aprì poi la strada all’avvento di Giulio Cesare e alla caduta della Repubblica romana dopo quasi mezzo millennio. Un romanzo in cui azione, imprese militari e macchinazioni politiche trovano un sapiente equilibrio all’interno di una trama ricca di personaggi e impreziosita dalle ottime ricostruzione storiche; a emergere è un personaggio, quello di Sertorio, che viene presentato come un eroe tragico, ricco di carisma e cultura, attraverso un io narrante che crea un ponte tra le vicende esterne e i turbamenti psicologici e morali. Il tutto condito da un linguaggio alto, aulico a volte, che non cade mai in volgarismi ma sembra voler translitterare una sorta di latino classico in un italiano estremamente controllato. Le pergamene di Sertorio si rivela, dunque, un libro non per tutti, data la sua peculiarità nel trattare un periodo storico non molto battuto dal genere, ma sicuramente è un romanzo che, proprio per la sua ricchezza linguistica e archeologica, non mancherà di accontentare i palati fini.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER