Le prince noir

Le prince noir

Angèle ha trent’anni e non dice una parola. Non l’hanno mai vista molto in rue Turbigo; e nemmeno suo padre ha dei gran rapporti con il vicinato. Certo è conosciuto a Narbonne, i suoi quadri vendono benino e ogni albergo ha almeno una delle sue marine o dei suoi paesaggi. Una vita silenziosa che Lazare tenta di tenere sottotono anche quando i suoi quadri cambiano radicalmente e con loro le sue quotazioni. Nessuno si pone il problema, nel mercato dei collezionisti quando si scopre un talento si fanno carte false per accaparrarsi il pezzo e non si fanno domande se non sul prezzo richiesto per averlo... A Milano invece c’è Tong, sta contrattando con  Luca Berti e Marco Tanzi. Non chiede nulla se non di riuscire a sposare Aiko, che non ha il permesso di soggiorno, ma ci sono di mezzo gli armeni. Brutta gente davvero, che spaccia metanfetamine ai minorenni: sarà Tong l’asso giocato al momento giusto?...
Dodici voci e dodici storie noir da cui partire per conoscere o ritrovare un autore. Questa deliziosa raccolta nasce da un concorso letterario mirato all’omaggio che la casa editrice ha voluto tributare ad André Héléna, detto appunto le Prince noir, nel quarantennale della sua morte. Nato in Francia nel 1919, nel corso della sua pur breve carriera – è morto nel ’72 a soli 53 anni – ha pubblicato la bellezza di duecento romanzi. Héléna aveva uno stile particolarissimo; pur mantenendo intatta la connotazione noir in ogni romanzo si respira una pesante influenza dell’atmosfera postbellica. Delinquenti o solo sbandati che siano, i personaggi hanno vissuto in qualche modo la guerra, sono stati vittime e/o carnefici di qualcuno, e come nella migliore tradizione del genere la bilancia pende sempre dalla parte dei più deboli. Una sfida difficile quella lanciata da Aìsara, che ha visto impegnati alcuni fra i migliori talenti emergenti del noir italiano, impegnati nel reinterpretare dodici spunti del maestro. Per gli amanti del genere ma anche per chi ama semplicemente la bella scrittura il risultato è assolutamente adeguato alle aspettative. Ci sono Zucca, traduttore tra gli altri dei libri di Héléna, Occhi tra i fondatori della Compagnia Letteraria Colonne D’Ercole, Naspini con un noir di quelli che davvero ti spezzano il respiro e ti fanno maledire di non avere a portata di mano un altro romanzo o almeno un racconto dell’autore, Morozzi sempre bravissimo a dare ai suoi scritti un’aura di apparente surrealismo senza mancare un colpo, Marcialis con il suo stile secco duro capace di (de)scrivere le peggiori nefandezze con chirurgica precisione e freddezza. E molti altri. Una sfida vinta alla grande, insomma. Menzione speciale alla casa editrice che vanta una redazione (casualmente dicono) tutta declinata al femminile. Una gran bella dimostrazione di quanto il sesso debole possa essere forte.

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