Le ragazze della scrittura

Le ragazze della scrittura
La letteratura femminile diventa fatto a partire dal XIX secolo, quando le donne iniziano a non scrivere più di nascosto. E lo fanno in modo diverso. A modo loro. Guardando dentro loro stesse. La donna, anche quando ha grandi doti, anche quando ha tanto da dire e da dare, è percepita, da sempre, appendice di qualcun altro. Spesso di un uomo. Nessuno impedisce ad una donna di scrivere, ma “Quello che le viene negato è quel prestigio che accompagna ogni grande scrittore e che provoca imitatori, scuole, tendenze e soprattutto un corpo critico con cui ogni studente dovrà poi fare i conti”. Viene presentata una lunga sequela di donne, di vite, di pensieri, di opere che avrebbero potuto cambiare il mondo. Se questo non fosse stato tristemente ed irrimediabilmente fallocentrico. Ci sono tutti i personaggi, i linguaggi e gli stili cari alle donne della letteratura. La letteratura diventa, così, pretesto per un viaggio di (ri)scoperta. E non si può trattare di letteratura e di scrittrici senza passare dalla storia, dal femminismo, dalle questioni legate alla (presunta) parità, dal significato di femminilità, fino all’identità di genere. Sibilla Aleramo è il Virgilio di questo viaggio nel mondo delle donne, nel mondo scritto dalle donne. Quelle stesse che viaggiano a vista tra la femme fatale e l’angelo del focolare. E nel mezzo c’è tutto l’universo fatto di corpi e anime, di politica, di maternità, di famiglia. E di uomini. “Oltre i tabù”, come recita il sottotitolo del saggio…
Perché si parla di letteratura “al femminile” e mai del corrispettivo “al maschile”? Gli uomini non hanno forse bisogno di ulteriori specifiche? Le scrittrici dovrebbero forse ritenersi “minori”, o, peggio ancora, una sottocategoria del genere maschile? Iniziare con Virginia Woolf dà il “carattere” al saggio della Ravera che ha uno sguardo disincantato, realistico e, a tratti, indignato. Si prosegue attraversando quella letteratura che il mondo (maschile) tiene celata, più o meno consapevolmente. Il saggio diventa una forte denuncia e, allo stesso tempo, un piacevole viaggio. Un urlo e una scoperta che lascia gli uomini sorpresi e le donne rassicurate. Ma pronte per una nuova lotta. Un libro sulle donne, per le donne, con le donne. Ma soprattutto per tutti coloro che vogliano guardare la letteratura da una nuova prospettiva, aprire una finestra e provare ad arricchire la visuale. Urlato quasi, certamente “sentito”, diventa una luce che dissipa l’oscurità e l’oblio. È uno scritto politico perché contiene una visione del mondo, un’idea di società e di relazioni, un orizzonte entro il quale interpretare il passato, vivere il presente e costruire il futuro. La ricchezza del testo è innegabilmente nella bibliografia e nella ricerca puntuale e dettagliata di testi e citazioni che permette, per chi lo desidera, di avviare un suo proprio viaggio di scoperta. Le citazioni che puntellano il testo, lo rendono “autorevole” e permettono un approccio serio, credibile, profondo al tema. Una sorta di mappa (con relative fermate obbligate sui testi fondamentali) come guida in un viaggio che risulta affascinante, che incanta e coinvolge, che indigna e non lascia mai indifferenti. Una esplorazione che l’autrice ha fatto con coraggio e con la capacità di un approccio speculare negli sguardi e nell’indagine. Interessanti le interviste alle autrici che rendono il testo “vivo” e ancora più appassionato e appassionante, in un clima di “sororità” che permea ogni pagina. Mai banale né convenzionale, il saggio supera e dà un senso ai cliché. Ogni frase, nella scelta accurata di ciascuna singola parola, va rimuginata per coglierne il senso profondo e autentico. Quello che fa riflettere, che aiuta la consapevolezza e, magari, aiuta a cambiare. Imperdibile guida alla letteratura italiana contemporanea. Senza necessariamente attributi di genere.

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